• Mancato ascensore per disabili: Lenza, Di Benedetto e Cariello chiedano scusa.

    Trascorrono i giorni e la #vergogna continua.
    Tra i silenzi complici del “disability manager” Di Benedetto, del Sindaco e Assessore Lenza.
    Dopo due anni dal trasferimento degli uffici politiche sociali presso palazzo Massajoli, già ospitante il piano sociale di zona, ( per far spazio alla Soget all’interno del municipio), i diversamente abili continuano a ritrovarsi venticinque scalini che gli impediscono di raggiungere i settori.
    A causa della mancanza di un’ascensore, infatti, viene fortemente limitata la loro partecipazione alla vita amministrativa, privandoli di diritti sacrosanti.
    Avevano preannunciato reperimento di fondi, lavori da progettare, addirittura #dimissioni dalla poltrona.
    Non è avvenuto niente di tutto ciò e io continuo a vergognarmi di essere rappresentato da dilettanti allo sbaraglio che non hanno a cuore le sorti delle persone disagiate.
    Gli ebolitani hanno ben capito che le loro parole assurgono a prese in giro.
    Basta ricordare che a pagina 26 del loro programma elettorale hanno scritto di voler spostare gli uffici del Piano Sociale di Zona, proprio perchè inaccessibili ai disabili.
    Pensate un pò quale grado di affidabilità possa essere assicurati da questi maldestri “incantatori di serpenti”.
    Non è avvenuto niente di tutto ciò e io continuo a vergognarmi di essere rappresentato da questi dilettanti allo sbaraglio che non hanno a cuore le sorti delle persone disagiate.
    Abbiamo chiesto più volte l’intervento del “disability manager”, senza alcun riscontro.
    Abbiamo chiesto più volte l’intervento dell’Assessore Lenza, propabilmente distratto da altre vicende, senza alcun riscontro.
    Abbiamo richiesto un atto di coraggio al primo cittadino, totalmente indifferente della situazione contingente.
    A breve andremo ad incatenarci sotto la sede di via Nobile, chiedendo l’intervento del Prefetto di Salerno.”
    #lenzadimettiti
    #senzanastrisolodisastri
  • LA SVENDITA DEL PALASELE.CONTINUANO I FAVORITISMI AI PRIVATI

    La gestione del patrimonio comunale continua ad essere condotta senza alcun ritegno nè interesse pubblico.
    Ad essere privilegiati, ancora una volta, sono gli interessi dei privati.
    Da tempo abbiamo chiesto una modifica delle tariffe comunali per l’utilizzo della struttura Palasele, durante gli eventi ed i concerti.
    Siamo i primi a chiedere la valorizzazione degli stessi, soprattutto per quelli a carattere sportivo e sociale, ma ci vuole attenzione e oculatezza nello stabilirne le relative tariffe.
    Il Comune di Eboli ha l’onere di incassare non solo le spese vive ( elettricità, pulizia ecc….) ma anche creare un fondo per poi spendere in manutenzione stradale e scolastica.
    Fino a pochi giorni fa il privato versava anticipatamente € 5.000,00 per usufruire della struttura per il primo giorno e, in caso di ulteriore utilizzo, la somma scendeva ad € 1000,00.
    Già in questo modo gli incassi erano minimi per il Comune di Eboli, ma costituivano un “affarone” per i privati che, ricordiamo, possono richiedere anche la gestione dei parcheggi nelle aree circostanti.
    Per fare un esempio: la due giorni da soldout di Biagio Antonacci, tra incassi relativi ai ticket e la sosta delle autovetture, la società privata ha registrato il tutto esaurito con un introito pari ad € 600.000 circa. L’ente, invece, ha incassato la misera cifra di € 6.000, vale a dire neanche l’1%.
    Giovedì 11 gennaio 2018, a Giunta dei dilettanti allo sbaraglio ha stabilito le tariffe fisse in € 3000,00 giornaliere con la delibera n. 3 , pubblicata (guarda caso) dopo lo svolgimento del concerto stesso.
    In questo modo sono stati ulteriormente favoriti i concerti che si svolgono in un solo giorno, perchè vale la pena ricordare non tutti, ad esempio, hanno doppia data.
    Se raffrontiamo queste nuove tariffe con il numero di concerti ed eventi svolti nell’anno 2017 il Comune otterrà minori incassi per decine di migliaia di euro.
    Definire questa gestione della struttura comunala poco attenta e non indirizzata alla salvaguardia dell’equilibrio contabile sarebbe un complimento.
    Siamo costretti a constatare senza alcun motivo di dubbio,invece, un favoritismo evidente nei confronti dei privati, a scapito dell’interesse pubblico.
    Non ci meraviglia, oltremodo, l’intera querelle legata al bar interno del Palasele, dove dal mese di maggio 2017 è stata fatta scorrere una graduatorie senza avviare il regolare lo svolgimento della gara ad evidenza pubblica.
    Il bando è stato pubblicato, guarda caso, il giorno successivo al deposito di un’interrogazione coomunale urgente proprio per capire quali motivi abbiano spinto gli uffici a temporeggiare mesi permettendone l’utilizzo. Inoltre, anche con questo nuovo disciplianre è stato consentito di rateizzare il dovuto per i privati che gestiranno il chiosco senza avere certezza di incassi per l’Ente.
    Insomma, la gestione del patrimonio comunale, tra illegalità diffuse e favoritismi verso i privati, continua ad essere il pessimo biglietto da visita di questa giunta senza identità politica ma retta solo dalla fame di poltrone.”

  • Bilancio conclusivo festività natalizie: flop annunciato e sperpero di denaro pubblico

    ” L’amministrazione dilettantistica che guida il nostro Ente, dal 2016 ad oggi, ha speso circa 142.000 euro per eventi natalizi che non hanno registrato quei riscontri positivi attesi.Anzi.

    Le vie deserte di queste ultime settimane hanno spinto anche i più resilienti sostenitori ad ammettere che con una spesa del genere ci doveva e poteva essere una gestione di eventi più oculata.

    Si è voluto procedere con un calendario fitti di micro iniziative anzichè privilegiare pochi eventi ma di grande qualità e il risultato è rimasto sotto gli occhi di tutti.

    Per non parlare delle modalità di affidamento, visto che la soglia dei 40.000 euro è stata ampiamente sforata ma gli importi sono stati frazionati per evitare la gara pubblica e procedere con le chiamate dirette.

    A metà legislatura va evidenziato un dato abbastanza rilevante: in 30 mesi sono stati recepiti 0,00 euro di fondi comunitari per la realizzazione di opere pubbliche ma 80.000 euro di fondi regionali per gli eventi natalizi che, sommati ai 60.000 euro di compartecipazione comunale, formano una spesa che meritava maggiore attenzione organizzativa.
    Si è tentato, maldestramente, di deviare l’attenzione mediatica con affannati messaggi di concretezza amministrativa che, però, non si riscontra nei fatti.
    E’ mancata la spinta propulsiva per attirare flussi turistici proprio dal nostro panorama di potenziali attrattori ( vedi MOA e Museo Archeologico), a causa proprio dell’assenza di una visione politica di sviluppo.

    Il bilancio di queste festività si chiude in rosso, profondo rosso, ma la cosa che dispiace di più è che a pagare lo scotto sono i cittadini tartassati dalla Soget.
    Nonostante un trend di mercato favorevole per la crescita turistica in tutta la Campania, Eboli non ne ha beneficiato.
    E se qualche picco in termini di ricettività si è avuto tra l’Immacolata e Capodanno, per onestà intellettuale, lo si deve agli eventi di Salerno e dintorni.
    Resta da chiedersi che cosa riusciamo ad offrire ad un non residente che si trova per la prima volta nella nostra amata Città ma soprattutto quando verrranno chiamati dalla politica, intorno ad un tavolo, i principali attori del possibile rilancio turistico, vale a dire commercianti e imprenditori del settore, per elaborare azioni che guardano al futuro anzichè rimanere ancorati al “campare alla giornata”.
  • Gara parcheggi al centro: illegittimità rilevanti e incompatibilità perduranti.

    Il dilettantismo dilaga incontrastato al Comune di Eboli e rischia di pesare come un macigno per gli ebolitani.
     
    Se poi si aggiunge una mancanza di comunicazione, mescolata ad evidenti “distrazioni” anche da parte di qualche Dirigente di Settore, allora c’è da preoccuparsi vivamente.
    Stiamo parlando della gara per la gestione dei parcheggi in centro città.
    Siamo tutti consapevoli che è stata bypassata la Centrale Unica di Committenza, se pur l’importo della concessione sia pari a 4.600.000 euro. Non vi è dato sapere il perchè di questa scelta, oggetto anche di nostra richiesta di parere al Segretario comunale (che ha evidenziato l’autonomia della scelta fatta) oltre che interrogazione urgente.
     
    A questo va aggiunta la lettera indirizzata a tutta l’assise consiliare da parte di una ditta che non ha partecipato alla gara, evidenziando plurime anomalie.
     
    Ma la cosa che lascia esterrefatti è che la totale incompatibilità tra Dirigente del Settore Patrimonio, Responsabile del Procedimento e Presidente di Commissione di gara. Tutti questi ruoli sono stati ricoperti, come peraltro già avvenuto nella gara per i parcheggi lungo la fascia costiera 2017/2018, dall’Ing. Lucia Rossi.
    Sbagliare è umano, perseverare in danno dei cittadini non lo consentiremo.
    Il nuovo codice degli appalti ha introdotto, con il comma 4 dell’art. 77, il divieto di svolgere contestualmente i ruoli sopra descritti, introducendo una incompatibilità che è stata avallata anche dalla giurisprudenza costante.
    Meritano attenzione, ai fini di una informazione libera da parte di chi legge, evidenziare alcune recentissime sentenze che hanno definito quali sono i punti focali da seguire e non dover infrangere per evitare l’annullamento della gara.
    Innanzitutto “quello dell’imparzialità, per evitare indebiti favoritismi da parte di
     
    chi conosce approfonditamente le regole del gioco avendo contribuito alla loro gestazione, nascita e formalizzazione”.
    Vi è poi quello “dell’oggettività, ad evitare che lo stesso autore di quelle regole dia ad esse significati impliciti, presupposti, indiretti o, comunque, effetti semantici che risentano di convinzioni o concezioni preconcette che hanno indirizzato la formulazione delle regole stesse” (T.A.R. Lecce, sez. II, sent. 27 giugno 2016, n. 1040).
    Nel nostro caso il responsabile unico del procedimento non era un mero suggeritore/proponente, ma proprio il soggetto che aveva il potere di stabilire le regole della procedura, tanto nella fase di ammissione con la taratura dei requisiti, quanto nella redazione dei criteri per valutare le offerte. Situazioni in cui, secondo il legislatore, in giurisprudenza – e soprattutto l’ANAC – è possibile un condizionamento del regolare svolgimento del procedimento di gara: in sostanza chi crea le regole del procedimento è in grado – potenzialmente – di piegarle per
     
    propri obiettivi in violazione di principi di imparzialità.
    A conforto della nostra tesi, pesa come un macigno la deliberazione n. 27/2017
    ANAC, da cui ne deriva che il responsabile del servizio non può più presiedere le “proprie” commissioni di gara.
     
    Infatti, secondo l’Autorità guidata da Cantone, “ il dirigente/responsabile del servizio non potrebbe né presiedere né far parte della commissione di gara per essere comunque interessato dall’appalto sia per l’approvazione degli atti di gara sia per una funzione comunque collegata alla stessa esecuzione del contratto. Inoltre, non ne potrebbe, evidentemente, far parte se al contempo sia anche Rup. In questo senso, sempre nel parere si legge che «il Rup di regola ricade nell’ipotesi di incompatibilità prevista dal comma 4 dell’art. 77.”
    Per concludere, qualora sia ancora più utile essere aggiornati, il Tar Puglia, Lecce, Sez. II, con la sentenza del 25 maggio 2017 n. 825 ha sostanzialmente stabilito che: “Il Presidente del seggio di gara non deve aver svolto alcun’altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta.
     
    2.In ordine alle incompatibilità del seggio di gara previste dal d.lgs. n. 50/2016 non è possibile alcuna distinzione tra “atti dovuti”, per cui opererebbe la relativa disciplina, e altri tipi di atti, per cui non opererebbe.
     
    3.Tra i componenti del seggio di gara non deve sussistere alcun rapporto gerarchico”.
    Come si evince chiaramente, dunque, le gare per la gestione dei parcheggi lungo la fascia costiera 2017/2018 e nel centro Città, sono viziate e di conseguenza illegittimamente assegnate, oltre che annullabili dai giudici amministrativi.
    Abbiamo preferito attendere la scadenza del 35esimo giorno dalla aggiudicazione provvisoria al fine di evitare strumentalizzazioni e tendere di dare spunto a ricorsi al Tar con ampia possibilità di accoglimento.
    Auspichiamo, infine, che l’incompatibilità del Dirigente Settore Patrimonio resti confinata agli aspetti amministrativi e non emergano ulteriori aspetti che minerebbero l’intero operato dell’Ente.”
  • Mancata trasparenza: con l’ANAC finisce il gioco delle tre carte.

    Tutto ha avuto inizio quando, nel mese di settembre 2015, si stava per concludere la gara per l’assistenza specialistica degli alunni disabili nelle scuole, poi vinta dall’ATI Csm-Anche Noi-Centro Sipsi.
    Ebbene, per questa procedura d’appalto il bando non è stato mai pubblicato, violando plurime norme in materia di trasparenza.
    Abbiamo preso carta e penna, evidenziando plurime anomalie sulla mancata pubblicazione di atti da parte del Comune di Eboli e dell’amministrazione targata Cariello.
    L’Autorità Nazionale Anticorruzione, previo verifica dei requisiti, ha avviato un procedimento di vigilanza ai fini del rispetto del d.lgs. 33/2013.
    Pochi giorni fa è arrivata la relazione finale che, ovviamente, da ragione alle nostre doglianze e sbugiarda l’allegra “band” che governa malamente il nostro Ente.
    Infatti, gli uomini di Cantone, con i loro poteri ispettivi azionati dal nostro esposto, hanno rilevato in data 5 e 6 aprile 2016 gravi carenze di contenuto della sotto-sezione “Bandi di gara e contratti” con riferimento alla omessa/incompleta pubblicazione delle delibere a contrarre, degli elenchi annuali in adempimento all’art.1, co.32, l.190/2012, dei bandi di gara; delle informazioni sulle singole procedure, degli avvisi sui risultati, degli avvisi di preinformazione, degli avvisi sul sistema di qualificazione e l’omessa pubblicazione del documento di attestazione OIV relativo al 2016.
    Si sa, sbagliare è umano ma perseverare è diabolico.
    Il Comune e l’amministrazione comunale hanno tentato di ottemperare alla normativa ma la successiva verifica della sezione “Amministrazione trasparente” effettuata dall’Ufficio in data 25/26 settembre 2017 – al fine di addivenire all’atto conclusivo del procedimento – ha evidenziato il permanere di carenze nella sotto-sezione “Bandi di gara e contratti”, con riferimento a:

    – Delibere a contrarre: non risultano sempre pubblicate le delibere per affidamenti annualità 2016 e 2017;
    – Bandi di gara: non sono risultati pubblicati i bandi relativi all’affidamento omissis (procedure del 7/2/2014 e 16/2/2016);
    – Datirelativi alle singole procedure di gara ex art. 37 del d.lgs. 33/2013: non sempre risultano complete le informazioni su procedure di affidamento relative ad es. importo somme liquidate, tempi di completamento;
    – Avvisi sui risultati della procedura di affidamento:non risultano pubblicati gli avvisi su procedure di affidamento;

    e in relazione ai nuovi obblighi di pubblicazione introdotti dal d.lgs. 97/2016, è risultata l’omessa pubblicazione di:

    – Provvedimenti di esclusione e le ammissioni all’esito delle valutazioni dei requisiti soggettivi, economici-finanziari e tecnico-professionali;
    – Composizione della commissione giudicatrice e i curricula dei suoi componenti;
    -Testo integrale di tutti i contratti di acquisto di beni e servizi di importo unitario stimato superiore a 1 milione di euro in esecuzione del programma biennale e suoi aggiornamenti;
    -Resoconti della gestione finanziaria dei contratti al termine della loro esecuzione;
    -Atti relativi agli affidamenti diretti di lavori, servizi e forniture di somma urgenza e di protezione civile.

    Il consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, presieduto dal Presidente Raffaele Cantone, nella seduta del 11 ottobre 2017 ha dovuto emettere un provvedimento d’ordine volto all’attuazione di disposizioni di legge in materia di trasparenza, con il contestuale adeguamento del sito web istituzionale del Comune di Eboli alle previsioni del d.lgs. 33/2013, ricordando che in caso di mancato riscontro si procederà con sanzioni.
    Il provvedimento è stato comunicato al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, all’amministrazione comunale nonché all’organismo indipendente di valutazione (OIV).
    Una figuraccia che non registra precedenti nella storia della politica nostrana e che gli ebolitani porteranno in ricordo della peggior giunta dal dopoguerra ad oggi.
    Come dimostrato le nostre azioni sono sempre volte al rispetto della #trasparenza ed #imparzialità dell’azione amministrativa, nonostante la resistenza di Dirigenti comunali e amministrazione dilettantistica.
    Continueremo a vigilare e richiedere l’intervento delle Autorità preposte, al fine di riportare la #legalità al centro dei procedimenti da adottare

  • Immobili al centro storico: il paese dei balocchi e lo scandalo continua

    Sarà il clima natalizio oppure la bontà di questa amministrazione comunale, ma quanto pubblicato in questi minuti non può e non deve passare inosservato.
    Ad Eboli, lo ripetiamo da mesi, esiste un grave problema di illegalità e parzialità dell’azione amministrativa nella gestione del patrimonio comunale.
    Tanti tantissimi giovani per comprare un appartamento dove risiedere, a causa delle difficoltà economiche, accedono ad un mutuo e con grandi sacrifici di anno in anno pagano il dovuto.
    Nella nostra Città, invece, accade il contrario.
    Per gli immobili nel centro storico adibiti ad abitazione si è generato un sistema di favoritismi vergognoso che ha permesso l’immissione nel possesso dei beni senza però incassare le somme spettanti nelle casse comunali.
    Soltanto grazie al lavoro svolto dalla Commissione Controllo e garanzia abbiamo potuto verificare l’elenco completo dei morosi e singole situazioni debitorie che lasciano di stucco.
    Stiamo parlando di ben 68 appartamenti venduti con bandi pubblici a partire dal 2001 per un valore totale pari ad € 5.785.365,34.
    Ad oggi risultano versati solo € 4.158.884,62, nonostante i privati abitino e si siano immessi nel possesso dei beni.Si registra dunque un ammanco per il Comune pari ad € 1.626.480.72 di somme che i singoli ancora non hanno versato.
    In alcuni casi si è proceduto al solo versamento del deposito cauzionale pari al 10% del prezzo finale, senza poi procedere alla dazione finale.
    Tra i morosi in elenco compaiono anche congiunti di amministratori locali e volti noti.
    Lo abbiamo detto in consiglio comunale nella seduta del 27 novembre, quando si affrontò proprio la delicata tematica della gestione del patrimonio comunale, tra evidenti favoritismi e diffuse illegalità.
    Oggi siamo costretti a ritornare sulla tematica, a seguito della pubblicazione della determina n. 2437 del 13/12/2017.
    La Sig.ra M.S. in data 14.01.2005 e successivamente in data 06.08.2005, stipula i contratti per l’acquisto di due immobili adibiti ad uso abitativo nel centro storico, specificamente i lotti Tf1 e Tf2 entrambi siti in via Marcangione.
    Per il lotto TF2 il prezzo d’acquisto era fissato in € 59.650,77 ma risultano versati solo €29.830,46, mentre per il secondo appartamento il valore di vendita era stato fissato in € 36.565,15 ma, anche in questo caso, sono stati versati solo una parte dei soldi ovvero € 10.969,51.
    Dopo ben dodici 12 anni di mancato incasso da parte del Comune per un totale di € 55.416,90,senza nessuna azione di recupero crediti messa in atto né uno sfratto per morosità, il Resp. del Settore Patrimonio ha avallato una scelta inconcepibile.
    In pratica è stata concessa l’ulteriore possibilità di scorporare una somma anticipata per l’acquisto del fabbricato T1, a seguito di rinuncia, per compensare la spesa del fabbricato T2 che, allo stato, mancherebbe ancora del saldo finale.
    Ma vi è di più.
    Si parla addirittura di “opere di completamento dell’alloggio TF2” che, previa verifica e quantificazione delle stesse da parte dell’Ufficio Lavori Pubblici, potranno essere riconosciute e, dunque, ulteriormente scorporate.
    In questi minuti abbiamo depositato una interrogazione comunale urgente per sapere: 1) perché non si è proceduto allo sfratto per #morosità di tutti gli acquirenti; 2) perché non è stata avviata alcuna azione di recupero crediti nei confronti degli stessi; 3) se i relativi contratti sottoscritti prevedono clausole di rescissione in caso di mancato pagamento;4) se si, perché non vengono risolti; 5) quali motivazioni economiche hanno spinto il Resp. Settore Patrimonio ad avallare una scelta che comporta un mancato incasso certificato per l’Ente pari ad € 55.000; 6) come è stata utilizzata l’abitazione denominata T1 nei dodici anni di possesso e se è stata concessa in fitto a terzi; 7) come è stata utilizzata l’abitazione denominata T2 sino ad oggi e se è stata concessa in fitto a terzi.
    La battaglia per risanare i conti del Comune continuerà investendo la Corte dei Conti per accertare le responsabilità di questo enorme #scandalo erariale.

  • Incarichi legali esterni al Piano di zona S3:una scelta clientelare e da stoppare subito.

    Leggiamo e rileggiamo con attenzione la delibera di coordinamento del Piano di Zona S3 che darebbe il via libera ad un nuovo carrozzone politico e pensiamo che, molto probabilmente, neanche le nubi addensate da mesi su questo settore hanno rimesso in carreggiata la compagine politica che amministra il Comune di Eboli.
    Si sta tentando di percorrere la via del clientelismo becero, violando apertamente il regolamento per l’Avvocatura del Comune di Eboli ed entrando in una spirale di danni erariali ingenti.
    Tutti sanno che ogni tipo di vertenza legale che veda coinvolto il nostro Ente va attribuita alle competenze interne dell’ufficio legale, istituito nel 2008 e aggiornato con deliberazione n. 77 /G del 01/04/2015 a firma del Commissario Straordinario con il Regolamento per la costituzione e disciplina dell`Avvocatura Comunale – Adeguamento al D.L.90/2014 convertito con modifiche in Legge 144/2014, approvato con  deliberazione di Giunta Comunale n.258 del 03.07.2008.

    Vale la pena ricordare che a norma degli artt. 1-2-3 del richiamato regolamento : “L’Avvocatura comunale è dotata dell’autonomia caratterizzante la professione forense e  provvede alla tutela dei diritti e degli interessi del Comune di Eboli attraverso la rappresentanza, il patrocinio, l’assistenza e la difesa in giudizio dell’amministrazione comunale, nelle controversie amministrative, civili e tributarie, sia nelle cause attive che passive.
    Gli uffici comunali hanno l’obbligo di fornire sulla base di apposita richiesta quanto a loro conoscenza e di rimettere all’Avvocatura tutti gli atti e i documenti necessari per l’impostazione e la stesura dei pareri e la condotta delle liti, in tempo utile per gli eventuali adempimenti procedurali, onde scongiurare decadenze e prescrizioni che potrebbero ledere gli interessi della pubblica amministrazione.
    Hanno, altresì, l’obbligo di uniformarsi alle direttive e alle determinazioni che l’Avvocato capo settore potrà emanare per tutti gli adempimenti amministrativi che riguardino materie legali o siano finalizzate a prevenire o a risolvere contenziosi.”
    Gli incarichi esterni, dunque, sono considerati solo residuali all’occorrenza di determinate situazioni, descritte dall’art. 4 del suindicato che prevede espressamente “La procura a rappresentare, difendere ed assistere in giudizio il Comune, la redazione di pareri legali e le incombenze relative alle pratiche legali, anche di recupero crediti, può essere conferita ad avvocati esterni nei casi di controversie che richiedono una particolare competenza specialistica, nei giudizi che si svolgono innanzi alle magistrature superiori, in mancanza di Avvocati interni abilitati al patrocinio, ed in ogni caso in cui si presenti inopportuna e incompatibile la difesa da parte degli Avvocati dell’Ente o se ne manifesti l’esigenza per l’eccessivo carico di lavoro affidato a questi ultimi.

    Il Sindaco Cariello non sa che tale regolamento è finalizzato ad evitare spese che vadano a gravare sul bilancio comunali quali debiti fuori bilancio e a risparmiare ingenti risorse grazie alla professionalità del personale interno.

    L’insistenza politica del primo cittadino nell’adottare la delibera n. 23 del 12 ottobre 2017 al fine di “predisporre un regolamento per affidamento incarico legali con relativa short list” va assolutamente contrastata.
    Alla base di questa scelta irrituale e comportante costi ulteriori per il Comune di Eboli, leggiamo, vi è la “necessità di provvedere a fornire all’UDP gli strumenti necessari per affrontare le varie vertenze legali in corso”, senza specificare quali e quante vertenze siano attualmente in corso.

    L’assurdo viene raggiunto quando viene ribadita “la manifesta impossibilità dell’Avvocatura del Comune Capofila (EBOLI) di agire per conto del Piano di Zona già espressa in precedenti coordinamenti”, dimenticando che lo stesso settore svolge appieno le proprie funzioni dal 2008.

    Dimenticando che, sin all’anno 2007 gli incarichi esterni hanno comportato spese pari ad € 850.000 (somma confluita nel piano di riequilibrio pluriennale finanziario) e proprio per questo è stato istituito l’ufficio legale interno .
    Dimenticando che Il Piano di Zona sociale S3 è stato adottato attraverso un accordo di programma, ex art. 27 legge 142/90, al quale partecipano i Comuni dell’ambito per assicurare l’adeguato coordinamento delle risorse umane e finanziarie.

    Inoltre, il Coordinamento dei Sindaci e il Presidente del Coordinamento non hanno uno status giuridico riconosciuto ma solo politico e quindi non possono gestire in proprio scelte che spettano ai singoli Enti e ai rispettivi consigli comunali.

    Abbiamo presentato un’interrogazione comunale urgente per sapere:1) quanti e quali sono le pendenze legali del Piano di Zona s3; 2) quali sono le motivazioni che hanno spinto il Sindaco a dichiarare la manifesta impossibilità del Settore Avvocatura del Comune di Eboli a trattare le controversie legali del Piano di Zona; 3) perché non è stato coinvolto il consiglio comunale sulla vicenda; 4) se e quando verrà ritirata in autotutela la delibera di coordinamento n. 23 del 12 ottobre 2017, evitando spese ulteriori rispetto i propri bilanci, garantendo gli equilibri contabili e affidando, come da sempre, gli incarichi legali al Settore Avvocatura del Comune di Eboli (SA).
    Nel mentre, abbiamo diffidato i componenti del Pdz (Campagna, Postiglione, Serre, Sicignano degli Alburni, Oliveto Citra, Contursi Terme, Asl e Provincia di Salerno), a revocare immediatamente in autotutela la delibera richiamata.
    Se non ci sarà nessun riscontro, dopo aver ottenuto copia di tutta la documentazione, adiremo le autorità competenti.

  • Ritorno del mercato al Rione della Pace: abbiamo votato SI con queste motivazioni.

    Non può e non deve essere considerata una sorpresa il nostro voto favorevole al ritorno del mercato al Rione della Pace.
    Il perché è facile da capirsi: quando si tratta di atti di grande respiro per la nostra città noi ci siamo stati, ci siamo e ci saremo sempre. Indipendentemente dall’appartenenza politica.
    Abbiamo offerto il nostro contributo per la salvaguardia dell’ospedale di Eboli; lo stesso abbiamo fatto in termini di sicurezza per i cittadini; per la tutela del comparto agricolo, per la difesa dell’indirizzo classico nell’istituto Perito-Levi, insomma non ci tiriamo indietro nell’assumerci responsabilità che abbiano come unico fine l’interesse pubblico e non l’arricchimento di qualcuno.
    In molti dei presenti ricorderanno le iniziative svolte lungo il Rione della pace, lungo via Pio XII, il porta a porta fatto nel quartiere Paterno.
    Anche nel comizio, durante la campagna elettorale, dedicato a questa importante zona della nostra città lo annunciammo chiaramente: bisogna riportare il mercato del sabato qui senza se e senza ma.
    La scelta dell’epoca rappresentò un indirizzo politico che non abbiamo mai condiviso per una serie di motivazione: la prima, più importante, è che spostando a Via delle Olimpiadi il mercato l’intera economia di zona sarebbe andata in favore delle casse del Centro Commerciale Le bolle, lo diciamo apertamente. E così è stato.
    Via Pio XII è diventata deserta e si sono moltiplicate le saracinesche abbassate; è calato l’umore dei commercianti e residenti che hanno visto crollare verticalmente le proprie entrate con perdite anche del 70%; è venuto meno lo spirito commerciale dell’intera zona.
    Questa arteria era uno dei cuori pulsanti della nostra economia. Oggi sono rimasti solo pochissimi artigiani e commercianti coraggiosi che hanno sfidato la politica.
    Quella stessa politica che ha favorito negli anni la costruzione di centri commerciali uno a poca distanza dell’altro, scelta questa che ha finito per creare una situazione di asfissia per i piccoli commercianti ed imprenditori locali.
    Il ritorno del mercato è e rappresenta l’unica soluzione al rilancio dell’economia locale e su questo non ci sono dubbi.
    E noi con senso di responsabilità, ma soprattutto perché ci crediamo, voteremo favorevolmente.

  • ANNULLATO IL BANDO DI SELEZIONE PER IL PERSONALE DEL PIANO DI ZONA. UNA NOSTRA VITTORIA DEDICATA AI GIOVANI DISOCCUPATI. ORA PREMIARE IL MERITO.

    Avevamo visto lungo e questo annullamento in autotutela dà pienamente ragione al nostro allarme.
    Stiamo parlando dell’ Avviso di selezione pubblica per titoli e colloquio per la copertura di figure professionali per il funzionamento dell’Ufficio di Piano, del Servizio Sociale Professionale e del Segretariato Sociale relative alle attività previste nel programma S.I.A. nell’Ambito S3 ex S5 con contratti Part Time a Tempo Determinato, avviato dal Piano Sociale di Zona S3.
    Nei mesi scorsi, dopo decine di segnalazioni di candidati che non potevano assolutamente accedere a questo bando causa l’inserimento di un requisito che abbiamo da sempre definito ad personam.
    Infatti, dopo attento studio e ricerca, in nessun codice nè tantomeno nelle linee guida ANAC abbiamo trovato questa dicitura, peraltro inserita solo per alcune figure da selezionare, “Esperienza similare di un anno presso il Comune o gli uffici di Piano”.
    Era un requisito fortemente limitativo della partecipazione a suddetto bando, tanto è vero che molti giovani, se pur di qualità e laureati con lode, non potevano accedervi altrimenti venivano automaticamente esclusi dalla commissione esaminatrice.
    Ci siamo fatti promotori di una battaglia condotta sino alle sedi opportune, per far capire che in questo modo la meritocrazia veniva schiacciata e l’imparzialità della Pubblica amministrazione cestinata.
    Il Dirigente Russo non ha potuto fare a meno di rilevare e confermare i nostri dubbi, affermando, rispetto ai precedenti atti adottati dal Dirigente Mastrangelo ” l’Avviso pubblico presenta oggettivamente criticità dovute a carenze ed errori, alcuni dei quali adducibili all’applicazione di disposizioni regolamentari superate dalla normativa vigente, nonché evidenti discrepanze e contraddittorietà che rendono difficile un giudizio interpretativo unico e preventivo da far affrontare alle commissioni d’esame, tali da evitare interpretazioni contra legem.”
    Lo stesso Dirigente, dopo aver preso contezza della grande anomalia anche a seguito di tre diffide legali inviate da candidati, indicanti criticità interpretative e difformità pregiudizievoli nell’Avviso pubblico, (precisamente una diffida ed ammonimento, prot. 47627 del 06/10/2017, due istanze in autotutela, prot. 49418 del 16/10/2017 – prot. 49557 del 17/10/2017) ha inteso procedere ad annullamento in autotutela ex art. 21 quinquies legge n. 241/90.
    Per i candidati che hanno presentato istanza di partecipazione ovviamente è stata data la possibilità agli stessi di ritirare ciascuno il proprio plico presso gli uffici del Piano di Zona.
    Auspichiamo la predisposizione in tempi rapidi di un nuovo avviso pubblico per i medesimi profili professionali, con medesime tipologie contrattuali, ma con grande attenzione ad #imparzialità, #trasparenza e #legalità.
    La nostra opposizione sta dando frutti e a trarne giovamento sono sempre e solo l’interesse pubblico, quale quello dei giovani disoccupati che credono nella #meritocrazia.”

  • Centri migranti ad Eboli: le bugie hanno le gambe corte. Ne aprono due in Città. Pronti alle barricate.”

    Ci stiamo occupando da mesi della gara per l’accoglienza integrata nell’ambito del progetto SPRAR 2017-2019, del valore di 2.000.000 euro.

    Alle anomalie sollevata dal Sen. Fasano e oggetto di interrogazione parlamentare, registriamo anche la volontà delle ditte costituenti l’ ATI (associazione temporanea di imprese), aggiudicataria dell’appalto, di creare due diversi centri di accoglienza nella nostra Città.

    Il progetto prevede l’accoglienza dei beneficiari — si legge a pagina 4 dell’offerta tecnica — in appartamenti e/o centri collettivi di media dimensioni (fino a 25 persone) dislocati nei comuni di Eboli (in località S. Cecilia ed in Località Epitaffio), abitazioni già disponibili e funzionanti, in quanto risultano essere le tipologie strutturali più funzionali alla realizzazione degli obiettivi propri dello S.P.R.A.R. ”
    Se difronte a questa evoluzione, conosciuta da settimane ai piani alti del Municipio, il Sindaco rimane in silenzio al fine di evitare le proteste sacrosante dei residenti oltre che il proprio imbarazzo, Forza Italia reagisce ed informa la cittadinanza.

    Siamo pronti a scendere in piazza per far capire alle istituzioni e a questa maggioranza ibrida ( che va da Fratelli d’Italia fino al PD di Canfora) che il nostro territorio ha sempre dato in tema di accoglienza ma non può e non deve essere considerato il “paese dei balocchi”, inteso come centro di affari legati all’immigrazione degli stranieri.

    Ci rivolgiamo ai residenti di località Santa Cecilia, in primis, dove si registrano punte di stranieri del 35% e dove il tema dell’integrazione fa a cazzotti con quello della sicurezza, visti gli ultimi avvenimenti che hanno avuto come protagonisti proprio cittadini stranieri.

    Ci rivolgiamo agli abitanti di località Epitaffio,altra zona densamente abitata, che avevano avuto forti rassicurazioni dal dal Sindaco Cariello che aveva promesso di non prestare il fianco a nuove aperture di centri per migranti ad Eboli.

    Se, inoltre, si ricordano le parole dichiarate a mezzo stampa con nota del 3 giugno 2016 dal Sindaco, allora capite che stiamo nel pieno della favola di Pinocchio e la situazione diventa veramente incandescente dal punto di vista sociale.

     

    Dopo la veemente e pacifica protesta dei residenti di località San Cataldo nella zona dell’Epitaffio, Cariello sul quotidiani locali del 5 maggio 2016 aveva promesso ” È un progetto che non mi piace e non mi convince ci abbiamo lavorato per tre giorni, lo abbiamo bloccato“.
    Al grido di non sarebbero più sorti centri di accoglienza migranti sul nostro territorio, in data 3 giugno 2016 con un’ulteriore nota stampa rassicurò i concittadini: “Pensare di integrare e accogliere ancora profughi ed in ulteriori centri di accoglienza significa sommare un’emergenza ad un’altra – spiegava il sindaco di Eboli-.
    Far finta di dimenticare che il nostro territorio ospita un’altissima percentuale di immigrati è uno schiaffo in faccia alla storia del popolo ebolitano che, in tema di accoglienza, non ha niente da imparare da nessuno. Per anni Eboli è stata il centro dell’accoglienza, ed i numeri relativi ai residenti stranieri lo testimoniano. Ma oggi il tessuto sociale rischia di andare oltre la saturazione, con evidenti rischi di tensioni e preoccupazioni.
    Eboli per anni ha dato il suo rilevante contributo alla causa dell’accoglienza, siamo in prima linea in ogni iniziativa di sviluppo delle politiche dell’accoglienza e dell’integrazione, ma sovraccaricare questo territorio di presenze sarebbe un danno non solo per gli ebolitani, ma anche per le migliaia di stranieri che qui hanno stabilito la loro residenza
    .”
    Sappiamo che la coerenza è un optional ma allo stesso tempo riteniamo utile chiedere la convocazione di una capigruppo consiliare urgente al fine di capire la posizione ufficiale di Sindaco e maggioranza.
    Nel frattempo, incontreremo i comitati di quartiere di Santa Cecilia ed Epitaffio per raccogliere il pensiero dei cittadini”.
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