• Aumentano lo stipendio dei revisori dei conti. Sono senza vergogna”.

    Il collegio dei revisori del nostro Ente è stato votato all’unanimità dei presenti nel consiglio comunale del 10 marzo 2018 e in quella sede sono stati stabiliti gli stipendi pari ad € 13.527 per il Presidente e 9.018,00 per gli altri due componenti, oltre il rimborso del prezzo della benzina o gasolio moltiplicato il numero di chilometri che separano la residenza del singolo professionista dalla Sede del Comune ( andata e ritorno), oltre il rimborso per il pedaggio autostradale, parcheggio e rimborso ticket in caso di utilizzo mezzi pubblici.
    Proprio nello stesso consiglio comunale è stato il Vice Sindaco a chiedere un voto unanime dicendo: “ Abbiamo mantenuto il compenso previsto per i precedenti revisori del conto, nonostante la normativa abbia eliminato una limitazione e dato una possibilità di corrispondere anche degli importi maggiori, ma questo è doveroso viste le situazioni di difficoltà in cui ancora versa l’Ente e soprattutto verso chi ha operato in modo tanto professionale e competente negli ultimi 3 anni…
    Invito tutti i consiglieri all’unanimità a votare la nomina dei tre estratti a sorte e il compenso da noi determinato.”
    Tale nomina è fino al 2021, cioè scade tra due anni.

    Oggi la situazione economica del nostro Ente non solo è invariata, poiché abbiamo aderito al piano di riequilibrio pluriennale finanziario fino al 2023 che comporta un aumento ai massimi di legge per le tariffe locali, ma è peggiorata a causa delle spese folli che ha messo in campo la maggioranza, tra cui 2 staffisti e un portavoce che costano oltre 144,000 euro dal 2016 al 2020.
    Quindi chiedere di votare l’aumento dello stipendio dei revisori è una follia oltre che una presa in giro nei confronti dell’intero consiglio comunale.

    Ma vi è di più.
    Nella delibera di consiglio è stata richiamata la sentenza a sezioni Unite della Corte dei Conti n. 14/Sez. Aut/2019 del 28 maggio 2019 senza leggerla.
    Infatti a pagina 13 della stessa c’è un passaggio importantissimo che metto a verbale “ Facendo applicazione di tali principi deve, dunque, escludersi che, in via generale, possa riconoscersi la facoltà per gli enti di un possibile adeguamento, in corso di rapporto, del compenso, che di norma, resta fissato nella misura deliberata in origine.
    Né diverse indicazioni possono trarsi, a parere di questa Sezione, dalla lettura del decreto del 21 dicembre 2018”.

    Capite allora che vi siete dati la zappa sui piedi, perché sono gli stessi giudici contabili che confermano la facoltà e non l’obbligo di aumentare lo stipendio in corso di esercizio, onde salvaguardare l’imparzialità dei revisori ed evitare anche un danno erariale perché la scelta di ritoccare verso l’alto gli stipendi spetterà alla prossima consiliatura.
    L’esborso dell’Ente sarà di ulteriori 12.000 euro annui che si aggiungono alla spesa già prevista di 144.000 euro per tre anni e rappresenta un precedente tale che anche il prossimo collegio dei revisori potrà chiedere lo stesso trattamento.
    Una scelta incomprensibile ma politica, perché, vale la pena chiarirlo, l’Ente ha la facoltà e non l’obbligo di fare un’operazione del genere.
    Questo schiaffo ai disoccupati e alle famiglie disagiate in Città porterà i nomi e cognomi di Cariello e i suoi consiglieri comunali di maggioranza, mentre noi ci siamo fermamente opposti.
    Gli ebolitani ringrazieranno: Cariello,Vecchio,Corsetto,Piegari,Cennamo,Marchesano,Presutto,Naponiello,Altieri,Bonavoglia,Grasso,LaBrocca,Rosamilia,Merola,Sgritta.”

    Eboli, 26/11/2019

    Avv. Damiano Cardiello
    Capogruppo FI

  • Scuolabus comunali: al via la rottamazione. Garantita la sicurezza dei più piccoli.

    Avevamo visto lungo e detto a chiare lettere che il parco comunale degli Scuolabus andava rivisto.
    Era fin troppo evidente che alcuni mezzi non avevano le benchè minime caratteristiche per garantire la sicurezza dei trasportati e a stento superavano la revisione annuale.
    Dopo anni di silenzi, è stato un nostro reportage nel mese di giugno a lanciare l’allarme e a mettere una lente di ingrandimento sulla questione.
    Cariello e compagni da quando si sono insediati hanno fatto sempre finta di niente, limitandosi alla manutenzione degli scuolabus ma finendo con lo spendere più di quanto costi un mezzo nuovo.
    Infatti, grazie alle segnalazione degli alunni di scuola primaria e secondaria di I grado domiciliati nelle zone rurali e periferiche della Città, avevamo constatato che almeno due automezzi in dotazione al servizio trasporto scolastico erano obsoleti.
    Basti pensare che l’autoveicolo targato SA 608763 aveva in carico circa 576.240 Km ed era classe di emissione EURO 0, al pari dell’omologo targato SA 608766 con 428.012 Km percorsi.
    Un eventuale adeguamento alla classe Euro 5 sarebbe stato un autogol clamoroso.
    Oggi prendiamo atto che anche gli uffici comunali, nella persona della Dirigente Gilda Viscido a cui va il nostro ringraziamento per l’ascolto, hanno preso provvedimenti a seguito di quelle evidenze che abbiamo fatto emergere.
    Leggiamo dalla determinazione n. 1997 del 13 settembre 2019, pubblicata solo pochi giorni fa, che due mezzi su tre “non sono stati autorizzati al movimento stradale in quanto obsoleti.”
    Ma vi è di più.
    Per gli stessi è prevista la rottamazione.
    Ovviamente per garantire il servizio gli uffici hanno predisposto un affidamento diretto, si legge, “ nelle more di apposita gara di appalto per l’affidamento del servizio in parola”, alla cifra pari ad euro 15.730 iva inclusa e per il periodo che va dall’ 11 settembre al 20 dicembre 2019.
    Auspichiamo che venga discussa in commissione trasporti l’intera vicenda per approfondire al meglio il rapporto costi/benefici di una eventuale gara pubblica e, in alternativa, l’acquisto di nuovi scuolabus ponderando ogni decisione rispetto al futuro pensionamento degli addetti comunali.
    Questa battaglia dimostra ancora una volta il nostro ruolo di opposizione costruttiva, attenta ai veri problemi dei cittadini, amante della propria Città e in campo per le prossime elezioni comunali.”
    Eboli, 26/09/2019

     

  • Anche per l’anno 2019 ad Eboli niente fondi per l’adeguamento sismico delle scuole cittadine. Giunta assente sui veri problemi del territorio.”

    Dopo la bocciatura del progetto “Regio Cammino di Matera”,che non consentirà alla nostra Città di essere parte integrante nel 2019 di Matera capitale della cultura; dopo l’esclusione della zona industriale dapprima nelle aree di crisi e poi dalla zona economica speciale, che penalizzano fortemente il rilancio occupazionale ed economico ebolitano; dopo la batosta dei mancati finanziamenti per accedere al fondo di rotazione per le opere pubbliche, che non consentirà apertura dei cantieri per i prossimi cinque anni e l’esclusione dai fondi ministeriali per le aree degradate, arriva l’ennesimo smacco per Cariello e compagni.

    Si tratta di una nuova esclusione da imponenti finanziamenti regionali che vede protagonista, in negativo, Eboli.

    A causa dell’inadeguatezza, incapacità ad amministrare e iniziative approssimative a tutti gli effetti, Cariello e la sua “band” confezionano un’altra figuraccia: 0,00 euro ottenuti per il piano triennale di edilizia scolastica (P.T.E.S.) 2018-2010 bandito dalla Regione Campania.

    Anche questa volta lo smacco è doppioda un lato c’è da sottolineare che i nostri progetti candidati sono risultati tra gli ultimi nella graduatoria di quelli non finanziabili, segno evidente che neanche per la parte tecnica questa Giunta è riuscita ad imprimere un cambio di rotta; dall’altro lato, solo gli stolti non notano il doppio ruolo di Cariello, tra Sindaco e alleato di De Luca, che non è riuscito a racimolare un centesimo di euro di fondi essenziali per il rilancio delle opere pubbliche in Città.

    Pesa soprattutto questo secondo aspetto, visto che per motivare l’ulteriore cambio di partito (da destra a sinistra), il maestro del trasformismo aveva parlato di “filiera istituzionale”.

    Nonostante sia genuflesso al governatore regionale, sia parte integrante della giunta provinciale e si prepari a sostenerlo nuovamente alle elezioni del 2020, da Napoli arrivano segnali pessimi di “riconoscenza” politica.

    A pagare lo scotto è una Eboli in balia di dilettanti allo sbaraglio, ipnotizzati dalle festicciole e lontani dai veri obiettivi programmatici di una ordinaria amministrazione.

     Leggendo i dettagli del decreto dirigenziale n. 16 del 28/06/2018 l’amarezza lascia il posto al rabbia, vista la mole di investimenti persi: nella provincia di Salerno sono giunte ben 203 richieste di finanziamento, di cui 193 nei termini.

    Eboli ha candidato progetti per € 32.038.420,47 che vedono coinvolti i nostri istituti scolastici ma gli stessi sono stati inseriti dall’Ente regionale nell’elenco degli interventi “ammissibili ma non finanziabili nell’anno 2019”, con gravi ripercussioni sulla pianificazione della messa in sicurezza delle strutture in caso di eventi sismici.

    In particolare, non verranno finanziati, i lavori di adeguamento e miglioramento sismico dei quattordici edifici scolastici: 

    1. Scuola Materna Statale Agatino Aria -Istituto Comprensivo Matteo Ripa per un importo di € 2.848.941,24;
    2. Istituto G. Gonzaga per un importo di € 1.520.785,98;
    3. Istituto G. Romano per un importo di € 3.975.974,57;
    4. Scuola Statale Primaria Molinello – Istituto Comprensivo Giacinto Romano per un importo pari di € 1.917.825,43;
    5. Plesso Pietro Da Eboli-Ic G. Gonzaga per un importo pari di € 8.094.310,13
    6. Istituto Comprensivo Virgilio per un importo pari di € 3.821.499,67;
    7. Scuola Primaria Infanzia Cioffi-Ic Virgilio per un importo pari di € 961.959,16
    8. Plesso Longobardi- Primo Circolo Didattico per un importo pari di € 1.212.149,77
    9. Primaria Casarsa-Primo C.D. per un importo pari di € 815.098,50;
    10. Plesso Vincenzo Giudice – Primo Circolo Didattico per un importo pari di € 3.257.857,07
    11. Infanzia Virgilio- Ic Virgilio per un importo pari di € 1.164.183,78
    12. Matteo Ripa per un importo pari di € 3.062.744,85
    13. Plesso Borgo-Primo C.D. per un importo pari di € 3.004.596,64
    14. Plesso Primaria G. Gonzaga- Istituto Comprensivo G. Gonzaga per un importo pari di € 1.323.507,61.

    Questa è solo l’ulteriore prova che da quattro anni la nostra Eboli è amministrata da un Sindaco incapace di gestire l’ordinaria amministrazione, in preda ad un inquietante presenzialismo per i più disparati eventi (finanche privati) ed ostaggio di una pochezza politica che si sta rivelando letale per gli investimenti economici in Città.

    Ma Cariello è a conoscenza che i progetti mancano della verifica di vulnerabilità sismica su tutte le scuole, requisito primario per l’ammissibilità finanziamento?

    Nel mentre pretendiamo che venga garantita la massima tranquillità delle famiglie e del personale che presta servizio negli Istituti.”

  • Parcheggi in centro città: affare per il privato o bidone per l’Ente?

    E’ la domanda che si pone il capogruppo azzurro in merito i parcheggi ad Eboli.

    ” Il ruolo di consigliere comunale di opposizione consente di avere un’idea chiara di cosa sia la macchina comunale e condividere con la cittadinanza dati fondamentali al fine di comprendere le dinamiche contabili dell’Ente.
    Succede che l’amministrazione comunale decide di rendere gran parte del centro cittadino zona a pagamento per la sosta delle autovetture.
    L’obiettivo per Cariello e compagni è quello, neanche velato, di generare introiti da poter gestire.
    Sulla scarsa oculatezza e mancanza di pianificazione nelle spese, poi, abbiamo un’idea chiara che, visto l’argomento in oggetto, rimandiamo alla prossima puntata.
    Il 14 marzo 2018 l’Ente ha sottoscritto con la società Pubbliparking di Caserta un contratto per la gestione delle aree di sosta del centro cittadino fino al 2022.
    La concessione ha un valore Iva esclusa pari ad € 4.630.400,00.
    Il capitolato speciale dell’appalto all’art. 5 prevede espressamente:

    “ Nei contratti di concessione la maggior parte dei ricavi di gestione del concessionario proviene dalla vendita dei servizi resi al mercato. Tali contratti comportano il trasferimento al concessionario del rischio operativo come definito all’art. 3 comma 1 lett. z) del codice, legato all’espletamento di tutti i servizi richiesti.

    A fronte della remunerazione derivante dalla gestione del servizio di sosta a pagamento, il concessionario e tenuto a corrispondere un canone di concessione in favore del comune di Eboli, costituito dalle seguenti due aliquote:

    1. al15%del valore della concessione, indicato al precedente art. 3, fissato a base di gara e oggetto di offerta
    2. al10%dell’eventuale maggiore introito derivante dalla gestione, rispetto al valore della concessione indicato al precedente art. 3, non oggetto di offerta.

    Il canone non è soggetto a IVA.

    Il versamento dell’aliquota di cui al punto 1 del canone dovrà avvenire annualmente con la seguente modalità:

    • il 50% dell’importo offerto entro il 30 gennaio dell’anno di competenza
    • il 50% rimanente entro il 30 settembre dell’anno di competenza

    Il versamento dell’aliquota di cui al punto 2 del canone dovrà avvenire entro il mese di febbraio dell’anno successivo a quello di riferimento, previa presentazione di apposita documentazione di dettaglio degli incassi. In caso di ritardo si applicheranno gli interessi nella misura prevista dalla legge”.
    La ditta casertana, avendo offerto una percentuale del 4.95% in rialzo rispetto a 15% del valore della concessione posto a base di gara, ha l’onere di versare nelle casse comunali la cifra pari ad € 145.789,40, circa 12.149,12 mensili.
    La puntualità sarebbe d’obbligo, visto che ai malcapitati automobilisti anche pochi minuti di ritardo possono valere una multa, con tutte le relative conseguenze.

    Abbiamo preso carta e penna per richiedere una verifica dei pagamenti incassati dal Comune di Eboli e abbiamo scoperto che: per l’anno 2018 la società casertana ha corrisposto all’ente euro 87.000 circa a fronte dei € 109.341 per nove mesi di gestione della sosta, mentre per l’anno 2019 solo 22.000 rispetto al 50% previsto del totale da versare entro il 30 gennaio del corrente anno, pari ad € 72.894,70.

    Ci chiediamo come sia possibile che queste inadempienze non vengano contestate dagli uffici preposti.
    Ci chiediamo, inoltre, perchè della vicenda sino ad oggi nessuno tranne noi ne abbia mai parlato.
    A queste domande ne aggiungiamo altre che rivolgiamo a Cariello, integranti un’apposita interrogazione comunale: perchè entro il 31 gennaio 2019 la società suddetta non ha versato il 50% dell’importo offerto, come da capitolato speciale; se l’ufficio Patrimonio ha diffidato la stessa al pagamento o ha avviato azione di escussione della garanzia fideiussoria; come è stata calcolata l’intera quota per l’anno 2018.
    Il tutto al fine di capire meglio se questa concessione sia remunerativa le casse comunali o per il privato.

  • Eboli Patrimonio Srl: società in liquidazione o carrozzone politico?”

    “Dalla documentazione consegnata in vista della discussione sul bilancio 2019 è emerso un quadro di spese ingenti per una società in liquidazione.
    Stiamo parlando dei conti della Eboli Patrimonio Srl, riferimento dell’Ente in tema di alienazioni e valorizzazione del patrimonio immobiliare.
    Tralasciando il mancato raggiungimento dell’ obiettivo sociale, vista l’inconcludenza delle azioni messe in campo praticamente dalla sua fondazione e le frenetiche riunioni per giungere ad un accordo transattivo con l’istituto di credito Monte dei Paschi di Siena, era nostro dovere approfondire quei “numeri” riportati nei documenti contabili.
    Per questo motivo abbiamo espressamente richiesto con nota di accesso agli atti i seguenti documenti:

    • Consulenze legali e tecniche affidate dalla società Eboli Patrimonio S.r.l. in liquidazione, negli anni 2015-2016-2017-2018, a professionisti esterni;
      2) Fatture di liquidazione a società affidatarie di lavori di manutenzione degli immobili ricadenti nel patrimonio della Eboli Patrimonio S.r.l. in liquidazione dal 2015 ad oggi.
      3) Aggiornamento Perizia Estimativa affidata alla società ICM PROGETTAZIONI e contestuale fattura di liquidazione.

    Dopo un mese dalla richiesta, il liquidatore della società Ing. Pinto in data odierna ha consegnato quanto richiesto e il quadro merita una dettagliata analisi.
    Emerge in primis che gran parte delle entrate derivanti dai fitti dei locali Hispalis, caserma Guardia di Finanza e Carabinieri, vengono spesi per i compensi al liquidatore, pagamento IMU e tributi, oltre oneri finanziari.
    Nulla di strano per il liquidatore che deve principalmente terminare le pratiche relative ai creditori, procedere alla chiusura della stessa, con la stesura del bilancio finale e l’eventuale attivo del piano di riparto.
    Quello che però fa riflettere e non poco, sono i soldi spesi per consulenze esterne sia legali che tecniche oltre che per interventi di manutenzione degli immobili ricadenti nel patrimonio.
    Il triennio di riferimento è 2015-2017 e il totale di questi costi ammonta a oltre € 120.000, così ripartiti:
    Anno 2015          Anno 2016           Anno 2017      Totale
    Manutenzione Fabbricati 25.986,94        € 22.271,00          € 18.650,00    € 66.903,00
    Consulenze Legali               7.250,00        €   6.110,00         €   7.945,06    € 21.305,00
    Consulenze Tecniche        €
    15.110,00        €   9.617,00          €  7.300,00    € 32.030,00

    Sorgono alcune domande a cui, speriamo, verranno forniti chiarimenti: ad esempio con quali criteri vengono scelti i professionisti o le ditte incaricate e perché vengono spesi fondi per decine di consulenze esterne.
    Andrebbe poi capito come e perché per gli affidamenti diretti nel settore manutenzione sia stata scelta una ditta costituita solo due mesi prima l’esecuzione dei lavori richiesti.
    Ed infine, perché non viene effettuata una gara unica per la manutenzione delle Caserme di Guardia di Finanza e Carabinieri, dando ulteriore dignità alle forze dell’ordine presenti e operanti sul territorio comunale.
    Tutti quesiti che verranno vagliati, speriamo con urgenza, innanzi la Commissione Controllo e Garanzia che ha competenze di approfondimento specifiche.
    Intanto avvertiamo la sensazione di aver fornito dati che sino ad oggi nessuno aveva mai spulciato e che gli ebolitani hanno il dovere di conoscere perché attinenti alla vita amministrativa e politica della nostra Città.

  • Mentre Cariello festeggia, le tasse aumentano.

    La pressione fiscale nazionale e quella locale stanno soffocando gli ebolitani onesti ( che pagano e hanno sempre versato il dovuto), mentre l’Amministrazione comunale sperpera soldi pubblici per staffisti e feste di piazza.
    E’ quanto emerge dalla seduta di consiglio comunale svolta poche ore fa, dove restano sostanzialmente ai massimi di legge le tariffe Irpef ( aliquota comunale), IMU e TASI, mentre aumenta il tributo TARI sui rifiuti.
    Eboli ha aderito nel 2013 al piano pluriennale di riequilibrio finanziario e, a causa della mala gestio degli anni passati, potrà uscire solo nel 2023.
    Ragion per cui tutte le componenti comunali dovranno rimanere aumentate, ma la tariffa sui rifiuti, se accompagnata da una buona politica, potrebbe diminuire.
    Non succede con Cariello e compagni, visto che da quando si sono insediati non solo hanno fatto flop per il mancato abbassamento della TARI, ma non sono riusciti a portare a termine neanche le gare di gestione del sito di compostaggio e di quella della raccolta differenziata con gravi ripercussioni sui cittadini.
    Infatti, l’appalto pubblico per la raccolta rifiuti per responsabilità politiche palesi emerse in commissione controllo e garanzia, è stata “ritardata” a causa della maggioranza che ha dettato degli indirizzi da seguire che, in ultimo, si sono rivelati fatali.
    Tanto è vero che quella gara è stata annullata su parere dell’ANAC e, ad oggi, nonostante annunci da marinaio dell’Assessore delegato Masala, non è stata ancora pubblicata.
    Le conseguenze sono serie per le tasche degli ebolitani: paghiamo un servizio a peso d’oro senza possibilità di riduzioni e con un totale di proroghe liquidate che arrivano alla stratosferica somma di 18.000.000 euro.
    Il tutto mentre la percentuale della raccolta differenziata resta ampiamente sotto la soglia di legge. Attualmente siamo al 55% ben lontani dal 65% e in calo rispetto l’anno scorso.
    Aumentano i sacchetti grigi e si differenzia meno e voi come state contrastando questo decremento?
    Con una campagna pubblicitaria “AMO EBOLI” che anzichè essere a carico della ditta affidataria risulta a carico della cittadinanza con una spesa di 35.000 euro!
    L’altro appalto per la gestione del sito di compostaggio è fermo innanzi al Tar Salerno e non si capisce quale soluzione adotterà nel mentre il Comune di Eboli, vista anche la possibilità di appello al Consiglio di Stato.
    Risultato anch’esso penalizzante: i cittadini continuano a pagare centinaia di migliaia di euro per conferire la frazione organica da loro stessi prodotta e in una struttura pubblica del Comune di Eboli.
    Un paradosso inaccettabile che non vede azioni risolutive alle porte.
    Le tariffe Tari 2019, in allegato, mostrano ulteriori aumenti rispetto l’anno 2018 e con qualche esempio cerchiamo di spiegarlo ai lettori.
    Prendiamo un’abitazione da 80 metri quadri, in cui vivono una coppia di giovani, nel 2018 hanno versato di TARI 268,57 euro, nel 2019 dovranno versare 279,30 euro, con un aumento di 11 euro. Altro esempio, una casa un po’ più grande di 100 metri quadri dove vive una coppia con un bambino, 3 persone, nel 2018 ha versato 350,71, mentre nel 2019 verserà 355,43.
    Veniamo alle zone periferiche: per una coppia di novelli sposi in abitazione di 60 mq nel 2018 la Tari era pari ad € 210,51 mentre nell’anno corrente risulta di € 224,84, con 14 euro di aumento.
    Per una casa occupata da 3 persone di 80 metri quadri nel 2018 venivano corrisposti 281.84 euro, nel 2019 invece 292,39 euro, con aumento di 11 euro.
    Per un appartamento di 100 mq con 5 persone se fino all’anno scorso la Tari costava 408.43 euro ora siamo a 420.42, con dodici euro in più.
    Per le attività commerciali gli aumenti sono minori ma garantiti.
    In consiglio comunale hanno avuto anche il barbaro coraggio di chiedere il voto delle opposizioni sul testo!!
    Insomma, ad un anno esatto dalle elezioni comunali, l’amministrazione comunale imbottita di transfughi mette le mani nelle tasche dei cittadini e peggiora le condizioni di vita degli ebolitani.”

  • Lo staff da Casa Bianca raddoppia. Cariello e la sua “band” sono senza vergogna.

    Aumentano le ore di lavoro ai collaboratori dello Staff da “Casa Bianca“ del Sindaco, mentre impenna la disoccupazione giovanile ebolitana.
    Dal 2016 al 2020 gli ebolitani stanno assistendo impotenti allo sperpero di danaro pubblico messo in atto dagli amministratori comunali, pari a circa 130.000 euro,  per 3 sole unità esterne (due staffisti ed un portavoce) scelte su stretta indicazione del Sindaco.
    A questo si aggiunge un altro tassello di simile gravità.
    Infatti è notizia di ieri che con delibera di giunta n. 78 l’amministrazione comunale ha deciso di aumentare da 18 a 30 le ore settimanali (pari all’83,33% dell’orario di lavoro a tempo pieno) degli staffisti Silvana Scocozza e Vito Leso, per una spesa ulteriore per il settore personale pari ad € 20.131,36.
    Una ulteriore conferma dello spreco di soldi pubblici per un servizio che potrebbe essere garantito, con pari professionalità, da personale interno.

    Durante il consiglio comunale del 21 marzo 2013 gli allora consiglieri comunali di opposizione, usarono toni da stadio per attaccare l’amministrazione Melchionda rea di aver assunto una sola staffista con un compenso di circa 22.000 euro.
    Per farvi un’idea di cosa affermarono, vi proponiamo lo stralcio di alcuni passaggi presenti nel verbale di seduta.

    Cariello tuonò: “ … è la verità dire che avete aumentato al massimo le tasse, e contemporaneamente date uno schiaffo a questa città. Neanche il tatto politico e istituzionale di non fare l’atto in questo momento, dove da due mesi ci sono 30 lavoratori che stanno occupando in modo pacifico il Comune di Eboli, e stanno occupando in modo propositivo, voi fate un atto di delibera di Giunta, dove spendete 22 mila euro per un incarico di staff del Sindaco. È fuori luogo.”

    Vecchio lo seguì a ruota: “ Io ritengo che quella delibera sia uno schiaffo alla miseria, ai cittadini, a questi lavoratori che stanno protestando. Ditemi che sono populista, ditemi quello che volete. Questa è la mia opinione!”

    Ora, possiamo capire che passare dalla minoranza alla gestione del potere abbia influito e fatto cambiare idea su questo ed altri argomenti (!), ma la domanda che si pongono i cittadini e a cui attendiamo impazienti una risposta è: non provano vergogna?
    Abbiamo una grande occasione per mandarli a casa, tra poco più di un anno, e siamo certi che i cittadini non se la faranno scappare.”

  • Furto ufficio Anagrafe: troppi lati oscuri. Cariello venga a riferire in aula.

    Il primo pensiero avuto, subito dopo il prelievo delle carte di identità e timbri comunali, è andato alla video sorveglianza cittadina.
    Un sistema più volte al centro di polemiche per il malfunzionamento e che, alla luce di quanto avvenuto, sarebbe stato dirimente per dare un identikit ai malviventi.
    Ancora una volta constatiamo, con grande sconforto, che nonostante le migliaia di fondi pubblici spesi le telecamere esterne non erano funzionanti.
    Ma vi è di più.
    In una interrogazione comunale urgente depositata in data 9 dicembre 2018 , a firma di chi vi scrive, parlando degli accessi domenicali agli uffici comunali proprio nell’ingresso posteriore del Municipio, abbiamo posto l’attenzione su chi materialmente fosse in possesso delle chiavi per accedervi e sul perchè gli occhi della video sorveglianza fossero stati spostati dall’inquadratura degli ingressi.
    E’ stato l’Assessore Busillo a rispondere affermando, nella seduta del 29 gennaio 2019, che ” le telecamere sul lato posteriore del Municipio sono state direzionate in modo da non puntare verso l’ingresso posteriore, la stessa cosa è avvenuta anche per l’ingresso anteriore del palazzo e per tutti gli ingressi nei quali vi era la presenza di personale dipendente appunto, in quanto non possono essere riprese né le entrate e le uscite del personale, questo dopo segnalazione dei sindacati e dopo svariati incontri, le telecamere infatti dopo essere state rimosse dall’interno del palazzo di città, sono state anche direzionate in modo da non puntare nelle direzioni che sono state dichiarate sensibili.”
    Appare dunque evidente che il palazzo di Città non è assolutamente sorvegliato dagli apparati di sorveglianza pubblica.
    I malviventi, quindi, non avevano alcuna forma di contrasto per il loro ingresso. Ma la cosa più preoccupante è che siano entrati senza segni di effrazione, cosa gravissima.
    Come sia stato possibile farlo non è dato saperlo.
    A questo vanno aggiunti ulteriori spunti riflessivi.
    Inoltre, leggiamo dalla stampa, che finanche la cassaforte contenente i circa 4.000 euro trafugati, non risulta essere scassinata bensì comodamente aperta.
    A cosa servano le 1000 carte di identità e timbri comunali è difficile immaginarlo, a causa degli svariati usi che potrebbero farne.
    Resta da capire quali ricadute ci saranno in termini di privacy dei dati sensibili, visto che anche i pc potevano tranquillamente essere trafugati e solo per chiara scelta dei malfattori non sono stati portati via.
    Il Sindaco che non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito, sarà “costretto” politicamente a risponderne in consiglio comunale perché abbiamo provveduto a depositare urgente interrogazione comunale a risposta orale in consiglio comunale ( allegata).
    Lo invitiamo a chiarire tutta la vicenda presto e, al contempo, restiamo a disposizione delle forze dell’ordine per eventuali dettagli sul nostro operato politico in tema.

  • Piovono pietre “gialle” su Cariello e Ginetti.

    Il capogruppo azzurro interviene a seguito della nota diramata dalla Soprintendenza di Salerno.

    “Le opere di pavimentazione nel centro storico di Eboli,quali migliorie dei lavori di costruzione del Centro Polifunzionale SS Cosma e Damiano, sono state autorizzate dalla Soprintendenza di Salerno con nota n.1066 del 16/01/2017, con la seguente prescrizione: “CHE GLI INTERVENTI SIANO EFFETTUATI SOLO CON TECNICHE E MATERIALI TRADIZIONALI UTILIZZANDO LE PIETRE CALCAREE INDICATE NELLA SCHEDA TECNICA ALLEGATA AL PROGETTO (PIETRA DI BERAT)”.Accade, però, che qualche politico locale indica alla ditta operante di posare altre pietre di colore giallo che non ci azzeccano un bel niente con il valore storico e la bellezza del nostro cuore antico.In pratica solo in Largo Potifredo viene usata la pietra di Berat come prescritto,mentre lungo le restanti tre tratte, ovvero Via Domenico Romano, Vico IV Rua, Largo porta Santa Sofia, la pavimentazione risultava difforme alla condizione posta.Intanto il cantiere chiude per fine lavori e la ditta saluta i residenti.A fine novembre, dopo aver incontrato i comitati civici, decidiamo di scrivere allo stessa #Soprintendenza e al  Ministero per i beni culturali​ per capire perché a Eboli le leggi non vengano rispettate.La tanto attesa risposta è arrivata ieri e,  come potrete leggere nel corpo principale dell’avvio del procedimento, non lascia spazio ad interpretazioni o ulteriori perdite di tempo: quelle pietre gialle vanno rimosse senza se e senza ma, pena il riesame dei titoli autorizzativi rilasciati.Insomma non un fulmine a ciel sereno ma un atto dovuto nei confronti di dilettanti allo sbaraglio che adesso, per il tramite degli uffici, dovranno rimediare allo sfregio inflitto alla autenticità storica di quei tratti.
    Per la serie: il centro storico non è #casa vostra.
    Adesso attendiamo l’inizio della rimozione delle pietre gialle volute dalla politica e mai autorizzate dalla Soprintendenza.

    Cliccando qui sotto troverete il documento completo:
    https://www.damianocardiello.it/wp-content/uploads/2019/02/EBOLI_AMMINISTRAZIONE_COMUNALE_Prot_3456_12_02_2019.pdf

  • Parcheggi in litoranea: siamo alle comiche finali. Di Benedetto si dimetta.

    P

    Sembra di stare su “Scherzi a parte”, noto programma televisivo dove i colpi di scena si susseguono a ripetizione con un’unica regia finalizzata al divertimento di chi assiste allo spettacolo.
    E’ il caso della nota e a dir poco grottesca vicenda della sosta in litoranea.
    La regia politica del Vice Sindaco Di Benedetto getta nel caos gli uffici e inizia davvero ad assumere tratti preoccupanti.
    Eppure sono trascorsi solo tre giorni dal consiglio comunale svolto proprio sul tema, con le rassicurazioni avute in aula circa l’accordo con la città di Battipaglia per ottenere il nullaosta.
    Nulla di tutto ciò, anzi.
    Tutto come previsto dalle opposizioni, è stata concessa la seconda proroga del servizio ma la cosa che fa ancora più riflettere è che il tratto di Via Scirè risulta messo a bando in pari data con il termine delle offerte in scadenza per il 15 febbraio 2019!
    Parliamoci chiaro: non si era mai visto che un’arteria venisse messa a bando poi sospeso ( non annullato!) e dopo qualche mese la stessa strada fosse oggetto di altro appalto pubblico.
    In pratica ad oggi sussistono ben due gare aventi ad oggetto la sosta di Via Scirè, con evidenti ricadute legali e amministrative.
    Ma procediamo con ordine.

    Nel mese di ottobre 2018 è stata indetta procedura aperta per l’affidamento della concessione per la gestione delle aree di sosta della zona litoranea e connessi servizi per la fruizione balneare, per la annualità 2019/2021.
    Di Benedetto e gli uffici si accorgono, con ritardo perdurante visto che lo stiamo evidenziando da anni, che parte delle aree interessate, risultano gravate da uso civico a favore della collettività di Battipaglia, giusta Ordinanza del Commissario per la liquidazione degli usi civici in Napoli del 23/3/1939.
    Si tuffano nel vuoto e arriva lo stop da parte dei tecnici di Battipaglia, con annessa figuraccia pubblica del Vice Sindaco provocata dalla Segretaria comunale dello stesso Ente che smentisce categoricamente qualsiasi tipo di nullaosta rilasciato in favore di Eboli. 
    Corrono ai ripari e sospendono la gara senza indicare un termine.
    Arriva la prima proroga del servizio fino al 31 gennaio che rappresenta un falso clamoroso: basti pensare che nel capitolato speciale 2017/2018 era stato scritto a caratteri cubitali “ALLO SCADERE DEL CONTRATTO NON E’ PREVISTA ALCUNA PROROGA”.
    E da stamani, con la determina n. 179 del 31/01/2019 l’Ing. Rossi ha prorogato nuovamente il servizio di gestione solo lungo la via Scirè per un ulteriore mese, con un canone di concessione pari a € 4500,00 per il Comune di Eboli a fronte di incassi stimati pari a € 15.000 per il privato, come scritto nel capitolato speciale.
    Dunque, il tratto citato viene sottratto al bando originario e con determinazione n. 178 del 31/1/2019 incluso in nuova procedura aperta di durata bimestrale, nel mentre regna sovrano la totale confusione amministrativa.
    Rivolgiamo un accorato appello al Vice Sindaco di Eboli: avventurarsi in questo percorso tecnico non solo sta gettando nel caos gli uffici, ma sta costando caro alla Città in termini di pianificazione e programmazione.
    Dimettersi in questo momento sarebbe un gesto pubblico apprezzabile e che ridarebbe credibilità alla politica intera.
    Lo faccia presto, noi le saremo grati.”