• Infiltrazione camorristiche ad Eboli? Il Prefetto di Salerno intervenga.

    C’è da restare basiti innanzi alla relazione della Direzione Nazionale Antimafia, ripresa dalla stampa locale.
    Nessuno avrebbe mai pensato di ritrovare un appalto pubblico, gestito dal nostro Ente, sotto la lente della più importante struttura che si occupa di lotta alle mafie di ogni tipo.
    Ma c’è da ricredersi.
    Si legge che ” nel comune di Eboli, una ditta riconducibile a prestanomi del clan dei casalesi ha acquisito l’appalto per la gestione delle aree di sosta comunali.”

    E a lanciare l’allarme è il Procuratore Nazionale #Antimafia, Dott. Federico Cafiero De Raho.
    A questo punto è lecito chiedersi se e quali controlli attiverà il Sindaco di Eboli e il Segretario comunale, in qualità di organo anticorruzione in merito.
    Altresì opportuno risulta conoscere i nomi e cognomi dei “prestanomi del clan dei #casalesi” e la ditta di loro riferimento, per capire come sia stato possibile aggiudicarsi un appalto pubblico alla luce del sole.
    Ma soprattutto è necessario sapere se ad Eboli si è realmente insediata la #camorra del casertano!!!
    Occorre sgombrare il campo da una “ipotesi” ( e continueremo a ritenerla tale) surreale che mina sia l’immagine che la dignità di tutte le Istituzioni locali.
    Pochi minuti fa è stata presentata un’interrogazione comunale urgente e verrà chiesto un incontro con il Prefetto di Salerno, perchè tale situazione non può e non deve passare sotto traccia.
    E’ arrivato il momento di chiarire sotto tutti i punti di vista questa vicenda.
    Bisogna farlo per gli Ebolitani che hanno a cuore la #legalità e l’#onestà.

  • Aumentano lo stipendio dei revisori dei conti. Sono senza vergogna”.

    Il collegio dei revisori del nostro Ente è stato votato all’unanimità dei presenti nel consiglio comunale del 10 marzo 2018 e in quella sede sono stati stabiliti gli stipendi pari ad € 13.527 per il Presidente e 9.018,00 per gli altri due componenti, oltre il rimborso del prezzo della benzina o gasolio moltiplicato il numero di chilometri che separano la residenza del singolo professionista dalla Sede del Comune ( andata e ritorno), oltre il rimborso per il pedaggio autostradale, parcheggio e rimborso ticket in caso di utilizzo mezzi pubblici.
    Proprio nello stesso consiglio comunale è stato il Vice Sindaco a chiedere un voto unanime dicendo: “ Abbiamo mantenuto il compenso previsto per i precedenti revisori del conto, nonostante la normativa abbia eliminato una limitazione e dato una possibilità di corrispondere anche degli importi maggiori, ma questo è doveroso viste le situazioni di difficoltà in cui ancora versa l’Ente e soprattutto verso chi ha operato in modo tanto professionale e competente negli ultimi 3 anni…
    Invito tutti i consiglieri all’unanimità a votare la nomina dei tre estratti a sorte e il compenso da noi determinato.”
    Tale nomina è fino al 2021, cioè scade tra due anni.

    Oggi la situazione economica del nostro Ente non solo è invariata, poiché abbiamo aderito al piano di riequilibrio pluriennale finanziario fino al 2023 che comporta un aumento ai massimi di legge per le tariffe locali, ma è peggiorata a causa delle spese folli che ha messo in campo la maggioranza, tra cui 2 staffisti e un portavoce che costano oltre 144,000 euro dal 2016 al 2020.
    Quindi chiedere di votare l’aumento dello stipendio dei revisori è una follia oltre che una presa in giro nei confronti dell’intero consiglio comunale.

    Ma vi è di più.
    Nella delibera di consiglio è stata richiamata la sentenza a sezioni Unite della Corte dei Conti n. 14/Sez. Aut/2019 del 28 maggio 2019 senza leggerla.
    Infatti a pagina 13 della stessa c’è un passaggio importantissimo che metto a verbale “ Facendo applicazione di tali principi deve, dunque, escludersi che, in via generale, possa riconoscersi la facoltà per gli enti di un possibile adeguamento, in corso di rapporto, del compenso, che di norma, resta fissato nella misura deliberata in origine.
    Né diverse indicazioni possono trarsi, a parere di questa Sezione, dalla lettura del decreto del 21 dicembre 2018”.

    Capite allora che vi siete dati la zappa sui piedi, perché sono gli stessi giudici contabili che confermano la facoltà e non l’obbligo di aumentare lo stipendio in corso di esercizio, onde salvaguardare l’imparzialità dei revisori ed evitare anche un danno erariale perché la scelta di ritoccare verso l’alto gli stipendi spetterà alla prossima consiliatura.
    L’esborso dell’Ente sarà di ulteriori 12.000 euro annui che si aggiungono alla spesa già prevista di 144.000 euro per tre anni e rappresenta un precedente tale che anche il prossimo collegio dei revisori potrà chiedere lo stesso trattamento.
    Una scelta incomprensibile ma politica, perché, vale la pena chiarirlo, l’Ente ha la facoltà e non l’obbligo di fare un’operazione del genere.
    Questo schiaffo ai disoccupati e alle famiglie disagiate in Città porterà i nomi e cognomi di Cariello e i suoi consiglieri comunali di maggioranza, mentre noi ci siamo fermamente opposti.
    Gli ebolitani ringrazieranno: Cariello,Vecchio,Corsetto,Piegari,Cennamo,Marchesano,Presutto,Naponiello,Altieri,Bonavoglia,Grasso,LaBrocca,Rosamilia,Merola,Sgritta.”

    Eboli, 26/11/2019

    Avv. Damiano Cardiello
    Capogruppo FI

  • Eboli Patrimonio Srl: società in liquidazione o carrozzone politico?”

    “Dalla documentazione consegnata in vista della discussione sul bilancio 2019 è emerso un quadro di spese ingenti per una società in liquidazione.
    Stiamo parlando dei conti della Eboli Patrimonio Srl, riferimento dell’Ente in tema di alienazioni e valorizzazione del patrimonio immobiliare.
    Tralasciando il mancato raggiungimento dell’ obiettivo sociale, vista l’inconcludenza delle azioni messe in campo praticamente dalla sua fondazione e le frenetiche riunioni per giungere ad un accordo transattivo con l’istituto di credito Monte dei Paschi di Siena, era nostro dovere approfondire quei “numeri” riportati nei documenti contabili.
    Per questo motivo abbiamo espressamente richiesto con nota di accesso agli atti i seguenti documenti:

    • Consulenze legali e tecniche affidate dalla società Eboli Patrimonio S.r.l. in liquidazione, negli anni 2015-2016-2017-2018, a professionisti esterni;
      2) Fatture di liquidazione a società affidatarie di lavori di manutenzione degli immobili ricadenti nel patrimonio della Eboli Patrimonio S.r.l. in liquidazione dal 2015 ad oggi.
      3) Aggiornamento Perizia Estimativa affidata alla società ICM PROGETTAZIONI e contestuale fattura di liquidazione.

    Dopo un mese dalla richiesta, il liquidatore della società Ing. Pinto in data odierna ha consegnato quanto richiesto e il quadro merita una dettagliata analisi.
    Emerge in primis che gran parte delle entrate derivanti dai fitti dei locali Hispalis, caserma Guardia di Finanza e Carabinieri, vengono spesi per i compensi al liquidatore, pagamento IMU e tributi, oltre oneri finanziari.
    Nulla di strano per il liquidatore che deve principalmente terminare le pratiche relative ai creditori, procedere alla chiusura della stessa, con la stesura del bilancio finale e l’eventuale attivo del piano di riparto.
    Quello che però fa riflettere e non poco, sono i soldi spesi per consulenze esterne sia legali che tecniche oltre che per interventi di manutenzione degli immobili ricadenti nel patrimonio.
    Il triennio di riferimento è 2015-2017 e il totale di questi costi ammonta a oltre € 120.000, così ripartiti:
    Anno 2015          Anno 2016           Anno 2017      Totale
    Manutenzione Fabbricati 25.986,94        € 22.271,00          € 18.650,00    € 66.903,00
    Consulenze Legali               7.250,00        €   6.110,00         €   7.945,06    € 21.305,00
    Consulenze Tecniche        €
    15.110,00        €   9.617,00          €  7.300,00    € 32.030,00

    Sorgono alcune domande a cui, speriamo, verranno forniti chiarimenti: ad esempio con quali criteri vengono scelti i professionisti o le ditte incaricate e perché vengono spesi fondi per decine di consulenze esterne.
    Andrebbe poi capito come e perché per gli affidamenti diretti nel settore manutenzione sia stata scelta una ditta costituita solo due mesi prima l’esecuzione dei lavori richiesti.
    Ed infine, perché non viene effettuata una gara unica per la manutenzione delle Caserme di Guardia di Finanza e Carabinieri, dando ulteriore dignità alle forze dell’ordine presenti e operanti sul territorio comunale.
    Tutti quesiti che verranno vagliati, speriamo con urgenza, innanzi la Commissione Controllo e Garanzia che ha competenze di approfondimento specifiche.
    Intanto avvertiamo la sensazione di aver fornito dati che sino ad oggi nessuno aveva mai spulciato e che gli ebolitani hanno il dovere di conoscere perché attinenti alla vita amministrativa e politica della nostra Città.

  • Mentre Cariello festeggia, le tasse aumentano.

    La pressione fiscale nazionale e quella locale stanno soffocando gli ebolitani onesti ( che pagano e hanno sempre versato il dovuto), mentre l’Amministrazione comunale sperpera soldi pubblici per staffisti e feste di piazza.
    E’ quanto emerge dalla seduta di consiglio comunale svolta poche ore fa, dove restano sostanzialmente ai massimi di legge le tariffe Irpef ( aliquota comunale), IMU e TASI, mentre aumenta il tributo TARI sui rifiuti.
    Eboli ha aderito nel 2013 al piano pluriennale di riequilibrio finanziario e, a causa della mala gestio degli anni passati, potrà uscire solo nel 2023.
    Ragion per cui tutte le componenti comunali dovranno rimanere aumentate, ma la tariffa sui rifiuti, se accompagnata da una buona politica, potrebbe diminuire.
    Non succede con Cariello e compagni, visto che da quando si sono insediati non solo hanno fatto flop per il mancato abbassamento della TARI, ma non sono riusciti a portare a termine neanche le gare di gestione del sito di compostaggio e di quella della raccolta differenziata con gravi ripercussioni sui cittadini.
    Infatti, l’appalto pubblico per la raccolta rifiuti per responsabilità politiche palesi emerse in commissione controllo e garanzia, è stata “ritardata” a causa della maggioranza che ha dettato degli indirizzi da seguire che, in ultimo, si sono rivelati fatali.
    Tanto è vero che quella gara è stata annullata su parere dell’ANAC e, ad oggi, nonostante annunci da marinaio dell’Assessore delegato Masala, non è stata ancora pubblicata.
    Le conseguenze sono serie per le tasche degli ebolitani: paghiamo un servizio a peso d’oro senza possibilità di riduzioni e con un totale di proroghe liquidate che arrivano alla stratosferica somma di 18.000.000 euro.
    Il tutto mentre la percentuale della raccolta differenziata resta ampiamente sotto la soglia di legge. Attualmente siamo al 55% ben lontani dal 65% e in calo rispetto l’anno scorso.
    Aumentano i sacchetti grigi e si differenzia meno e voi come state contrastando questo decremento?
    Con una campagna pubblicitaria “AMO EBOLI” che anzichè essere a carico della ditta affidataria risulta a carico della cittadinanza con una spesa di 35.000 euro!
    L’altro appalto per la gestione del sito di compostaggio è fermo innanzi al Tar Salerno e non si capisce quale soluzione adotterà nel mentre il Comune di Eboli, vista anche la possibilità di appello al Consiglio di Stato.
    Risultato anch’esso penalizzante: i cittadini continuano a pagare centinaia di migliaia di euro per conferire la frazione organica da loro stessi prodotta e in una struttura pubblica del Comune di Eboli.
    Un paradosso inaccettabile che non vede azioni risolutive alle porte.
    Le tariffe Tari 2019, in allegato, mostrano ulteriori aumenti rispetto l’anno 2018 e con qualche esempio cerchiamo di spiegarlo ai lettori.
    Prendiamo un’abitazione da 80 metri quadri, in cui vivono una coppia di giovani, nel 2018 hanno versato di TARI 268,57 euro, nel 2019 dovranno versare 279,30 euro, con un aumento di 11 euro. Altro esempio, una casa un po’ più grande di 100 metri quadri dove vive una coppia con un bambino, 3 persone, nel 2018 ha versato 350,71, mentre nel 2019 verserà 355,43.
    Veniamo alle zone periferiche: per una coppia di novelli sposi in abitazione di 60 mq nel 2018 la Tari era pari ad € 210,51 mentre nell’anno corrente risulta di € 224,84, con 14 euro di aumento.
    Per una casa occupata da 3 persone di 80 metri quadri nel 2018 venivano corrisposti 281.84 euro, nel 2019 invece 292,39 euro, con aumento di 11 euro.
    Per un appartamento di 100 mq con 5 persone se fino all’anno scorso la Tari costava 408.43 euro ora siamo a 420.42, con dodici euro in più.
    Per le attività commerciali gli aumenti sono minori ma garantiti.
    In consiglio comunale hanno avuto anche il barbaro coraggio di chiedere il voto delle opposizioni sul testo!!
    Insomma, ad un anno esatto dalle elezioni comunali, l’amministrazione comunale imbottita di transfughi mette le mani nelle tasche dei cittadini e peggiora le condizioni di vita degli ebolitani.”

  • Lo staff da Casa Bianca raddoppia. Cariello e la sua “band” sono senza vergogna.

    Aumentano le ore di lavoro ai collaboratori dello Staff da “Casa Bianca“ del Sindaco, mentre impenna la disoccupazione giovanile ebolitana.
    Dal 2016 al 2020 gli ebolitani stanno assistendo impotenti allo sperpero di danaro pubblico messo in atto dagli amministratori comunali, pari a circa 130.000 euro,  per 3 sole unità esterne (due staffisti ed un portavoce) scelte su stretta indicazione del Sindaco.
    A questo si aggiunge un altro tassello di simile gravità.
    Infatti è notizia di ieri che con delibera di giunta n. 78 l’amministrazione comunale ha deciso di aumentare da 18 a 30 le ore settimanali (pari all’83,33% dell’orario di lavoro a tempo pieno) degli staffisti Silvana Scocozza e Vito Leso, per una spesa ulteriore per il settore personale pari ad € 20.131,36.
    Una ulteriore conferma dello spreco di soldi pubblici per un servizio che potrebbe essere garantito, con pari professionalità, da personale interno.

    Durante il consiglio comunale del 21 marzo 2013 gli allora consiglieri comunali di opposizione, usarono toni da stadio per attaccare l’amministrazione Melchionda rea di aver assunto una sola staffista con un compenso di circa 22.000 euro.
    Per farvi un’idea di cosa affermarono, vi proponiamo lo stralcio di alcuni passaggi presenti nel verbale di seduta.

    Cariello tuonò: “ … è la verità dire che avete aumentato al massimo le tasse, e contemporaneamente date uno schiaffo a questa città. Neanche il tatto politico e istituzionale di non fare l’atto in questo momento, dove da due mesi ci sono 30 lavoratori che stanno occupando in modo pacifico il Comune di Eboli, e stanno occupando in modo propositivo, voi fate un atto di delibera di Giunta, dove spendete 22 mila euro per un incarico di staff del Sindaco. È fuori luogo.”

    Vecchio lo seguì a ruota: “ Io ritengo che quella delibera sia uno schiaffo alla miseria, ai cittadini, a questi lavoratori che stanno protestando. Ditemi che sono populista, ditemi quello che volete. Questa è la mia opinione!”

    Ora, possiamo capire che passare dalla minoranza alla gestione del potere abbia influito e fatto cambiare idea su questo ed altri argomenti (!), ma la domanda che si pongono i cittadini e a cui attendiamo impazienti una risposta è: non provano vergogna?
    Abbiamo una grande occasione per mandarli a casa, tra poco più di un anno, e siamo certi che i cittadini non se la faranno scappare.”

  • Parcheggi in litoranea: bando sospeso! Di Benedetto chieda scusa e si dimetta.

    Verrebbe da dire: lo avevamo detto e preannunciato.
    Verrebbe da pensare: si rendono conto dell’ennesima figuraccia istituzionale?
    Nulla di tutto questo, cari concittadini.
    Il perchè va ricercato nel nostro ruolo di consiglieri comunali di opposizione che amano la propria Città.
    Soltanto una settimana fa, in un consiglio comunale avvelenato da offese e insinuazioni personali rivolte ai consiglieri comunali di opposizione, vi avevamo raccontato una delle più tristi pagine della politica ebolitana che ha fatto emergere in tutti i suoi dettagli la “questione morale ” che attanaglia questa maggioranza.
    Che la tematica appalti, affidamenti diretti e proroghe sia un tema caldo ce ne siamo accorti dal nervosismo lampante di Sindaco e Vice Sindaco.
    Oggi, arriviamo a un clamoroso sviluppo della vicenda legata in particolare ai parcheggi in fascia costiera, ma vale la pena ripercorrere le tappe dell’iter procedurale adottato.
    Il Comune di Eboli dal 2015 mette a bando la concessione della sosta delle autovetture lungo la fascia costiera, includendo alcune aree gravate da usi civici ricadenti nel confine con la vicina Battipaglia, senza aver ottenuto mai un’autorizzazione per farlo.
    Il gruppo Forza Italia evidenzia a più riprese questa anomalia, ma Cariello e gli uffici si mostrano poco consapevoli dei rischi legali celati dietro tali scelte.
    Arriviamo al bando pubblicato il 31 ottobre 2018 e alle polemiche di questi giorni.
    E’ proprio il Vice Sindaco che innesca la più autolesionista e memorabile delle uscite pubbliche politiche negli ultimi trent’anni: annuncia di aver avuto una “autorizzazione” dal Comune di Battipaglia nel 2017, ma viene immediatamente smentito pubblicamente dal Segretario Comunale della stessa Città.
    L’inizio di un incubo.
    A questo punto arriva la richiesta unanime delle opposizioni di dimissioni immediate dalla carica.
    Un gesto che avrebbe ridato serenità e credibilità all’Ente.
    Perfino Cariello si smarca affermando ” la questione è nelle mani degli Uffici”.
    Durante il consiglio comunale di pochi giorni fa, il Vice Sindaco, perde letteralmente le staffe, additando i consiglieri comunali di opposizione con offese gratuite, attacchi personali squallidi, insinuazioni diffamanti, il tutto per difendere la poltrona e l’operato degli Uffici.
    Con la determina n. 2365, pubblicata ieri dal Resp. del Settore Patrimonio nonchè RUP, l’incubo si materializza nuovamente.
    Infatti l’appalto pubblico in corso avente ad oggetto la concessione della sosta lungo la litoranea per il triennio dal 2019 al 2021, viene SOSPESO IN AUTOTUTELA ai sensi dell’art. 21 quater legge 241/90!
    Resta il mistero sul perchè non siano stati indicati i termini di sospensione, visto che la norma richiamata sia molto chiara nel merito.
    Nel mentre, rimaniamo sconcertati dall’approssimazione con cui è stata gestita l’intera vicenda.
    Chiediamo a Di Benedetto e Cariello, un sussulto di dignità: abbandonino le poltrone e diano agli ebolitani la possibilità di scegliere una classe dirigente che ha a cuore le sorti della Città.
    Si dimettano senza se e senza ma, evitando un accanimento politico che non avrebbe più senso.
    Saremo noi i primi firmatari di un apposito consiglio comunale monotematico per approfondire questo incubo che non sta garantendo sonni tranquilli al Vice Sindaco, con l’auspicio che quel ruolo venga presto abbandonato per sopraggiunti limiti di decenza politica

  • Cariello ipnotizzato dal Villaggio di Babbo Natale, perde i fondi per la videosorveglianza.

    Il capogruppo azzurro analizza la graduatoria emanata dal Ministero dell’Interno.

    La graduatoria del bando per contributi volti a dotare i Comuni di impianti di videosorveglianza, varata dal Ministero dell’Interno secondo quanto previsto da decreto sicurezza DL 14/2017, articolo 5, è stata resa disponibile nella giornata di ieri sul sito dello stesso dicastero.
    I criteri per la stesura della graduatoria sono stati l’indice di delittuosità della provincia, l’indice comunale, l’incidenza dei fenomeni di criminalità diffusa registrati nell’area urbana da sottoporre a videosorveglianza, l’entità numerica della popolazione residente, la richiesta di finanziamento in rapporto con il cofinanziamento messo a disposizione dal Comune.
    Le risorse disponibili sono pari a 37.000.000 di euro che serviranno a finanziare i primi 428 Comuni in graduatoria.
    Le richieste sono state in totale 2246 ed Eboli si è classificata 2067esima!
    Mentre si parlava di questo, il “cerimoniere” Cariello presentava il cartellone degli eventi natalizi, ipnotizzata dal trenino in centro e dal Villaggio di Babbo Natale.
    Manco il tempo di sfregarsi le mani per un selfie d’autore sotto le luminarie in Piazza della Repubblica, che è giunta l’ennesima doccia fredda in tema di finanziamenti extra comunali.
    Dopo la perdita dei contributi per la manutenzione scolastica ( vale la pena ricordare che Cariello è anche Assessore Provinciale con delega all’edilizia scolastica), quelli per Matera capitale della cultura 2019, quelli per il fondo di rotazione pluriennale delle infrastrutture, quelli per il bando aree degradate e senza dimenticare esclusioni clamorose come dalle aree di crisi industriale e dalle zone economiche speciali, restiamo a bocca asciutta anche in tema di videosorveglianza.
    L’inadeguatezza e l’improvvisazione amministrativa campeggiano nella “band” dei dilettanti allo sbaraglio che governa il Municipio ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
    Eboli si è classificata nelle retrovie della graduatoria, nonostante avesse un incidenza della criminalità “elevata”, ha racimolato solo 32,66 punti con attribuzione massima di punteggio nella casella “delittuosità comune”.
    Il che fa capire ancora di più da chi siamo governati, nonostante la sicurezza sia il punto debole di questa amministrazione comunale.
    Il Ministero dell’Interno lo ha capito e non ha finanziato un solo euro al progetto presentato per l’importo pari a € 263.500,00.
    Il paragone con i comuni limitrofi lascia senza parole: la vicina Battipaglia, in posizione 1757, ha ottenuto un cofinanziamento del 10% sull’importo richiesto pari ad € 193.660,00, pur avendo gli stessi indici della nostra Città.
    Il comune di Bellizzi, posizionato 1488esimo, ha ottenuto un cofinanziamento del 15% sul totale pari ad € 258.007,98, nonostante un punteggio per “delittuosità comune” inferiore al nostro e pari a 18.91.
    Stesso discorso vale per la città di Campagna, con posizionamento 1725 e che su € 225.522,76 richiesti ha ottenuto un cofinanziamento del 10%, pur avendo un punteggio per “delittuosità” pari a 17.48.
    Ed è meglio terminare qui con i paragoni, perché il confronto sarebbe impietoso.
    Basti pensare a comuni del casertano o napoletano che registrano finanziamenti ottenuti rispetto punteggi di delittuosità assai inferiori ai nostri oppure la città di Pagani che con 18.43 punti dello stesso requisito ha ottenuto un finanziamento del 8.50% del progetto totale pari a 176.916,52.
    Esigue sono le speranze di scorrere la graduatoria, vista la penuria di finanziamenti ministeriali e la posizione raggiunta da Cariello.
    Mentre la maggioranza attende l’accensione delle luminarie natalizie, resta da capire come e quando l’intero sistema di videosorveglianza cittadino tornerà a funzionare, nonostante centinaia di migliaia di soldi pubblici spesi.
    L’amministrazione Cariello, ancora una volta, si dimostra incapace, inadeguata e improduttiva per l’attrazione di fondi extra comunali.”

  • Monumento V. Giudice: la verità è venuta fuori. L’improvvisazione anche.

    Abbiamo seguito con attenzione gli sviluppi inerenti i lavori di ristrutturazione del monumento dedicato al M. llo Magg. Vincenzo Giudice, sito in Piazza della Repubblica.
    Dopo gli annunci roboanti dell’Assessore Ginetti circa la “messa in sicurezza” del monumento “ su richiesta dei cittadini e delle famiglie degli alunni della Scuola Vincenzo Giudice”, sempre per privilegiare una corretta informazione verso la cittadinanza e prima di procedere alla stesura di questo comunicato stampa, abbiamo richiesto la documentazione dei lavori.
    Dopo la richiesta di accesso, il silenzio degli uffici e ben due diffide legali, in data odierna oggi sono venute fuori le carte. Finalmente.
    In un paese normale gli uffici avrebbero dovuto disporre di un progetto e incaricato un direttore dei lavori, oltre che motivare gli stessi interventi, con il supporto delle presunte richieste dei cittadini protocollate da tempo.
    Agli atti risultano soltanto due documenti: una determina di affidamento diretto del 29 GIUGNO 2018 per un importo di € 15.250,00 avente ad oggetto “ Manutenzione ordinaria aree pedonali in pietra centro urbano” e un preventivo di spesa del 7 SETTEMBRE 2018 per un importo totale di € 11.650,00 indicante, tra l’altro, la “Manutenzione e miglioramento Vincenzo Giudice” il cui costo ammonta € 3.635,00.
    In calce al preventivo si evidenzia anche una sorta di vidimazione, con l’apposizione di un “Ok”, quasi ad indicare il via libera all’approvazione dello stesso, e la firma di un soggetto il cui nome e cognome restano da scoprire, visto che sembrerebbe proprio quella di un noto politico.
    La determina di lavori ed il preventivo di spesa non hanno alcun legame tra loro, visto che la manutenzione delle aree pedonali, come ad esempio marciapiedi nel centro cittadino, è stata effettuata nei mesi addietro mentre la ristrutturazione del monumento dedicato al M.llo Magg. Vincenzo Giudice è avvenuta pochi giorni prima la celebrazione dell’anniversario della sua morte.
    Restano nel cassetto delle stanze comunali dell’Ass. Ginetti, per il momento, le richieste di messa in sicurezza del monumento a firma dei cittadini.
    Continueremo ad approfondire la vicenda, consapevoli che si è trattato di una improvvisata ristrutturazione con annesso sperpero di denaro pubblico e non la “manutenzione ordinaria” che è stato tentato maldestramente di far credere agli ebolitani.

  • Ritorno del senso unico in via Ripa: una nostra vittoria.

    Cariello e il suo capriccio: perchè a pagare devono essere i cittadini?

    I “dilettanti allo sbaraglio” che governano il Municipio fanno l’ennesimo passo del gambero e cambiano idea.
    Non è la prima volta che accade, basti pensare all’orinatoio per cani in Piazza della Repubblica e all’obbrobrio realizzato in piazza San Lorenzo, nel cuore antico.
    Ma questo capriccio di Cariello ha lasciato il segno. In negativo.
    Potremmo dire di aver visto lungo e che l’incompetenza regna sovrana tra le fila dell’amministrazione comunale, invece pensiamo che finalmente si siano resi conto del passo falso fatto.
    Il ritorno del senso unico in Via Ripa è un atto dovuto nei confronti di cittadini e commercianti, come da noi richiesto a più riprese ( vedi ultimo sit-in nel mese di ottobre 2017 con la distribuzione di 3000 volantini da parte del gruppo giovanile azzurro).
    Per i primi, i disagi vissuti in questi due anni e mezzo sono stati forti e all’ordine del giorno, tra la carenza di posti auto e l’impossibilità di accedere agli uffici postali se non a piedi.
    Per i secondi, invece, si sono registrate perdite ingenti anche del 40% sul fatturato annuo e qualche esercizio commerciale ha chiuso bottega.
    Per non parlare del traffico veicolare, con sinistri stradali in forte aumento proprio sul tratto in oggetto e mancata sicurezza per i pedoni, costretti a correre anzichè attraversare le strisce pedonali.
    Bastava questo per rendersene conto ed evitare che il provvedimento da temporaneo divenisse definitivo.
    Ma “non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire” e con grande testardaggine hanno speso finanche 5.000 euro per la segnaletica stradale e lavori annessi.
    Dovrebbero essere proprio i cattivi amministratori a restituire i mancati introiti ai commercianti e pagare di tasca propria le spese sostenute, anzichè caricare sulle spalle degli ebolitani l’ennesimo sperpero di denaro pubblico.
    Adesso attendiamo la convocazione del consiglio comunale che dovrà revocare l’atto precedentemente adottato e ridefinire il piano traffico lungo l’arteria di Via Ripa.”

    Damiano Cardiello – Capogruppo Fi
    Fabio Percopo – Gruppo giovani Fi
    Nicola Rosamilia – Coord. Fi
    Mario Nicotera- Resp. Eboli Avanti

  • Gara parcheggi al centro: illegittimità rilevanti e incompatibilità perduranti.

    Il dilettantismo dilaga incontrastato al Comune di Eboli e rischia di pesare come un macigno per gli ebolitani.
     
    Se poi si aggiunge una mancanza di comunicazione, mescolata ad evidenti “distrazioni” anche da parte di qualche Dirigente di Settore, allora c’è da preoccuparsi vivamente.
    Stiamo parlando della gara per la gestione dei parcheggi in centro città.
    Siamo tutti consapevoli che è stata bypassata la Centrale Unica di Committenza, se pur l’importo della concessione sia pari a 4.600.000 euro. Non vi è dato sapere il perchè di questa scelta, oggetto anche di nostra richiesta di parere al Segretario comunale (che ha evidenziato l’autonomia della scelta fatta) oltre che interrogazione urgente.
     
    A questo va aggiunta la lettera indirizzata a tutta l’assise consiliare da parte di una ditta che non ha partecipato alla gara, evidenziando plurime anomalie.
     
    Ma la cosa che lascia esterrefatti è che la totale incompatibilità tra Dirigente del Settore Patrimonio, Responsabile del Procedimento e Presidente di Commissione di gara. Tutti questi ruoli sono stati ricoperti, come peraltro già avvenuto nella gara per i parcheggi lungo la fascia costiera 2017/2018, dall’Ing. Lucia Rossi.
    Sbagliare è umano, perseverare in danno dei cittadini non lo consentiremo.
    Il nuovo codice degli appalti ha introdotto, con il comma 4 dell’art. 77, il divieto di svolgere contestualmente i ruoli sopra descritti, introducendo una incompatibilità che è stata avallata anche dalla giurisprudenza costante.
    Meritano attenzione, ai fini di una informazione libera da parte di chi legge, evidenziare alcune recentissime sentenze che hanno definito quali sono i punti focali da seguire e non dover infrangere per evitare l’annullamento della gara.
    Innanzitutto “quello dell’imparzialità, per evitare indebiti favoritismi da parte di
     
    chi conosce approfonditamente le regole del gioco avendo contribuito alla loro gestazione, nascita e formalizzazione”.
    Vi è poi quello “dell’oggettività, ad evitare che lo stesso autore di quelle regole dia ad esse significati impliciti, presupposti, indiretti o, comunque, effetti semantici che risentano di convinzioni o concezioni preconcette che hanno indirizzato la formulazione delle regole stesse” (T.A.R. Lecce, sez. II, sent. 27 giugno 2016, n. 1040).
    Nel nostro caso il responsabile unico del procedimento non era un mero suggeritore/proponente, ma proprio il soggetto che aveva il potere di stabilire le regole della procedura, tanto nella fase di ammissione con la taratura dei requisiti, quanto nella redazione dei criteri per valutare le offerte. Situazioni in cui, secondo il legislatore, in giurisprudenza – e soprattutto l’ANAC – è possibile un condizionamento del regolare svolgimento del procedimento di gara: in sostanza chi crea le regole del procedimento è in grado – potenzialmente – di piegarle per
     
    propri obiettivi in violazione di principi di imparzialità.
    A conforto della nostra tesi, pesa come un macigno la deliberazione n. 27/2017
    ANAC, da cui ne deriva che il responsabile del servizio non può più presiedere le “proprie” commissioni di gara.
     
    Infatti, secondo l’Autorità guidata da Cantone, “ il dirigente/responsabile del servizio non potrebbe né presiedere né far parte della commissione di gara per essere comunque interessato dall’appalto sia per l’approvazione degli atti di gara sia per una funzione comunque collegata alla stessa esecuzione del contratto. Inoltre, non ne potrebbe, evidentemente, far parte se al contempo sia anche Rup. In questo senso, sempre nel parere si legge che «il Rup di regola ricade nell’ipotesi di incompatibilità prevista dal comma 4 dell’art. 77.”
    Per concludere, qualora sia ancora più utile essere aggiornati, il Tar Puglia, Lecce, Sez. II, con la sentenza del 25 maggio 2017 n. 825 ha sostanzialmente stabilito che: “Il Presidente del seggio di gara non deve aver svolto alcun’altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta.
     
    2.In ordine alle incompatibilità del seggio di gara previste dal d.lgs. n. 50/2016 non è possibile alcuna distinzione tra “atti dovuti”, per cui opererebbe la relativa disciplina, e altri tipi di atti, per cui non opererebbe.
     
    3.Tra i componenti del seggio di gara non deve sussistere alcun rapporto gerarchico”.
    Come si evince chiaramente, dunque, le gare per la gestione dei parcheggi lungo la fascia costiera 2017/2018 e nel centro Città, sono viziate e di conseguenza illegittimamente assegnate, oltre che annullabili dai giudici amministrativi.
    Abbiamo preferito attendere la scadenza del 35esimo giorno dalla aggiudicazione provvisoria al fine di evitare strumentalizzazioni e tendere di dare spunto a ricorsi al Tar con ampia possibilità di accoglimento.
    Auspichiamo, infine, che l’incompatibilità del Dirigente Settore Patrimonio resti confinata agli aspetti amministrativi e non emergano ulteriori aspetti che minerebbero l’intero operato dell’Ente.”